Page 378 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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po di mano inglese compiuto il 3 agosto sulla fronte di Tobruch (5)  e una
               ricognizione in forze eseguita dal 14 al  16 settembre dalla 21 a  Divisione
               Corazzata  tedesca  a  sud  di  Sollum <6>.
                   La sosta servì agli inglesi per preparare la divisata offensiva che rom-
              pesse l'assedio di Tobruch, consentisse la riconquista della Cirenaica e la
              distruzione delle contrapposte forze itala-tedesche, ponesse le premesse per
              trasferire  la  lotta  in  Tripolitania;  essa  venne  utilizzata  dalle  forze  itala-
              tedesche per mettere a punto il dispositivo per l'espugnazione di Tobruch,
              pressoché pronto a metà novembre. 1'8 a  Armata britannica veniva vin-
              cendo la gara contro il tempo, distaccando vieppiù l'Armata itala-tedesca.
              Il naviglio mercantile italiano si era ridotto, nel secondo semestre del1941,
              da  1.947.307 tonnellate di stazza lorda a  1.658.819 e le  perdite in mare
              dei rifornimenti per l' A.S.  raggiungevano  il  16%  in personale e il 26%



              (5)  La  notte sul  3 agosto gli inglesi operarono di sorpresa un attacco locale sulla fronte
                  di Tobruch e riuscirono ad impadronirsi del fortino 3 7 presidiato da forze tedesche,
                  che  la  sera  dello  stesso  giorno  lo  rioccuparono.
              (6)  Ai primi di settembre, il Superasi e il comando del G.C.A.  concertarono un'opera-
                  zione locale da condurre di sorpresa, eseguita da elementi corazzati tedeschi e moto-
                  rizzati italiani, su di un deposito inglese nella zona di Bir el Chreigat. Rommel tramutò
                  il colpo di mano in una vera e propria azione di forza  assegnata alla "21 • Corazza-
                  ta". Obiettivo della operazione era di ricacciare le truppe di sicurezza nemiche, avan-
                  zando su larga fronte,  oltre Bir el Chreigat, e di constatare se il nemico avesse fatto
                  preparativi  per  un'offensiva.
                  Rommel articolò il dispositivo  in  3  colonne,  tutte con  obiettivo la  zona  di  Dar  el
                  Harrira. Alle prime luci del giorno 13 settembre le tre colonne iniziarono a muovere
                  senza incontrare il nemico che veniva  ripiegando i suoi elementi avanzati. Allo sco-
                  po di provocarne l'ulteriore arretramento, Rommel ordinò di attaccare a fondo con
                  i  carri le  forze  nemiche sulle  posizioni  di Alam  el  Safa  e di  minacciarle con  altra
                  azione di aggiramento. L'azione si  svolse secondo i piani senza peraltro riuscire ad
                  agganciare i nuclei  nemici che ripiegarono sul grosso.  Anche la  simultanea azione,
                  affidata alla  D.Z.b.  V  nel  settore costiero, si  risolse  in  scontri di  pattuglie e duelli
                  di  artigliera.
                  Le colonne rientrarono a scaglioni sulle basi di partenza nelle notti sul  15  e sul  16,
                  sotto la protezione del reparto esplorante, inseguite con scarsa decisione dall'avver-
                  sario che con i grossi aveva fatto dietro-front. L'operazione, condotta personalmente
                  da Rommel, conseguì come risultato di riconoscere l'assenza di apprestamenti offen-
                  sivi nemici.  Ciò esercitò una forte influenza su Rommel, in quanto lo rafforzò nella
                  convinzione, che conserverà fino a metà novembre, di essere ancora in grado di at-
                  taccare e di vincere così la  gara a tempo per il raggiungimento del predominio sul
                  nemico.


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