Page 382 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Gli inglesi  si mossero  mentre erano in corso da parte degli  italiani
               e dei tedeschi le operazioni per l'assunzione del dispositivo per l'espugna-
               zione di Tobruch. Rommel si lasciò sorprendere,  perché si  era autocon-
               vinto, in contrapposizione alle vedute e alle informazioni del Superasi, che
               il ritorno offensivo degli inglesi sarebbe stato ancora lontano e valutò er-
               roneamente i risultati dei combattimenti svoltisi il24 novembre, pensan-
               do  di  aver  battuto  le  forze  inglesi  e di  poter perciò imbastire  un'  altra
               manovra avvolgente nella zona di Sceferzen (a  sud di Sidi Ornar) per ta-
              gliare la ritirata al nemico.  Quella della Marmarica fu una grande batta-
               glia che,  come disse Cavallero, fu  vinta da Rommel,  ma che in sostanza
               fu persa dall'Asse, perché non la si poté alimentare. D'altra parte, gli in-
               glesi l'avevano ingaggiata in condizioni di notevole superiorità, non tanto
               per il rapporto complessivo di forze di 2 a  l, quanto in fatto di carri ar-
               mati- 665  inglesi e 556 italiani (308 di cui 162 L)  e tedeschi (148)-
               e di velivoli (700 inglesi e 320 italiani e tedeschi), con la differenza, a fa-
               vore  degli  inglesi,  di  500 carri armati di  riserva,  contro nessuna  riserva
               italo-tedesca. Da parte italo-tedesca la battaglia si snodò in due fasi prin-
               ci_pali:  la  prima,  durata dal  18  novembre al  7  dicembre,  fu  soprattutto
               caratterizzata dagli  scontri  tra le  contropposte forze  mobili; la seconda,
               dal9 dicembre allO gennaio, fu segnata dai vari momenti di ripiegamen-
               to su Ain el Gazala (9-10 dicembre), su Mechili-Tmimi-Derna (16-17 di-
               cembre), su Agedabia (18-25 dicembre), su Marsa el Brega-Marada (1-10
              gennaio  1942).

                   Sulla battaglia si  è scritto molto e da molti e l'esito sfavorevole per
               le forze italo-tedesche venne da alcuni attribuito a errori di Rommel, che
               certamente vi furono, soprattutto nella condotta, e che risultano bene messi
               in evidenza nel recente volume del generale Mario Montanari, edito dal-
               l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito italiano < 8>,  ma l'erro-
               re maggiore fu del generale inglese Neil Ritchie che ebbe a portata di mano
               il risultato pieno e se lo lasciò sfuggire. Il successo finale fu senza dubbio
               dell'  8 a  Armata, ma si trattò più di un successo territoriale che militare
              vero e proprio, perché Rommel riuscì a portare in salvo tutte le divisioni
               di fanteria e la sua armata, ancorché questa molto logorata proprio nella
               componente corazzata.  Gli  rimasero 60 carri armati,  dei quali un terzo
               leggeri.  Non uscì peraltro dalla battaglia annientato, ma ancora in grado
               di  arrestar  l'avanzata  inglese  verso  la  Tripolitania.


               (8)  Mario Montanari. Le operazioni in Africa Settentrionale.  Vol. Il. Tobruch (marzo 1941
                  -gennaio 1942). Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Stilografico, Ro-
                  ma,  1985.


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