Page 386 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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1940 incominciarono una serie di iniziative militari che dovevano docu-
mentare la stretta collaborazione tra le due forze armate: sottomarini ita-
liani stazionati nel porto francese di Bordeaux per la guerra atlantica,
bombardieri italiani della Manica come contributo alla battaglia contro
l'Inghilterra.
Molti osservatori tedeschi nel 1939/40 avevano aspettato - come
tra l'altro la propaganda fascista aveva spesso promesso - una guerra-
lampo contro le rimanenti posizioni inglesi nel Mediterraneo, l'occupa-
zione di Malta, attacchi navali e aerei contro Gibilterra, la marcia su Ales-
sandria e l'occupazione di Cipro e dell'Egitto. Secondo quello che scriveva
per esempio la rivista "Signal", la Marina italiana era "una delle più forti
del mondo". Sull'Aeronautica si poteva leggere, "dall'entrata in guerra la flot-
ta aerea dell'Impero domina il Mediterraneo. Essa ha dato già prova della sua po-
tenza nella guerra d'Abissinia e in quella di Spagna" <3>.
Secondo rapporti fiduciari del giugno 1940 fra la popolazione tede-
sca era "molto diffusa ... la·convinzione che il soldato dell'impero fascista sia molto
migliore di quello della prima guerra mondiale. L'opinione pubblica pone particola-
re fiducia nell'aeronautica e nella marina italiana, ... mentre combattività e spirito
guerriero dell'esercito destano maggiori dubbi. Si aspettano dagli italiani le stesse
vittorie lampo come quelle dei soldati tedeschi. .. . Ormai gli italiani possono dimo-
strare se posseggono truppe efficienti"< 4>.
Hitler, con il suo entourage, come tra l'altro Musso lini dopo il crollo
della Francia, aveva aspettato la resa di londra ed una pace di compro-
messo. Ma le settimane passavano senza alcun segnale di distensione. Per-
ciò dalla fine di giugno cominciò la ricerca di strategie alternative. Nel
memorandum di Jodl, capo di Stato Maggiore della Wehrmacht, del 30
giugno, troviamo il primo svolgersi verso il Mediterraneo. Se l'invasione
della Gran Bretagna non fosse stata possibile o fosse stata troppo costosa,
sarebbe rimasta "l'intensificazione della guerra alla periferia". "La più efficien-
te operazione di attacco sarebbe una azione italiana contro il Canale di Suez. Insie-
me con la presa di Gibilterra si potrebbe chiudere così il Mediterraneo". "Sarebbe
(3) Signal, n. 9, 10 agosto 1940, p. 7. L'immagine dell'Italia fascista nella propaganda
tedesca è trattata in: Jens Petersen, L'organizzazione della propaganda tedesca in Italia
1939-1943 (di imminente pubblicazione) negli "Annali" della Fondazione Michelet-
ti di Brescia.
(4) Heinz Boberach (a cura di), Meldungen aus dem Reich, 1938-1945. Diegeheimen La-
geberichte des Sicherheitsdienstes der SS, Herrsching, Pawlak, 1984, 17 voli., vol. 4, pp.
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