Page 387 - L'Italia in Guerra. Il secondo anno 1941 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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possibile in  misura limitata un sostegno  militare per l'Italia e per  la  Spagna  (per
           esempio  attraverso  lo  sbarramento con  mine del Canale di  Suez  o con  la  conquista
           di  Gibilterra)" (5).
                Un mese più tardi le  speranze tedesche  di  una condotta aggressiva
           ed efficace della guerra nel Mediterraneo da parte degli  italiani si  erano
           già molto attenuate. In una conferenza militare dei comandanti delle forze
           armate,  il  30 luglio  1940,  si  arrivò  alla  conclusione che  "con  l'Italia non
           sono realizzabili grandi cose.  L'offensiva contro l'Egitto non avrà risultati decisivi,
           se rimarrà solo in mano italiana. La dipendenza dell'Italia da ristrettezze economi-
           che  e la  mancanza  di  spirito  offensivo  impediscono  un  contributo  decisivo" (6).
                Perciò, fra le diverse possibilità di una strategia periferica, Brauchitsch
           e Halder proponevano di sostenere con divisioni corazzate l'offensiva ita-
           liana contro l'Egitto.  "In tal modo potremmo colpire gli inglesi decisivamente nel
           Mediterraneo ... e dare un aiuto agli italiani per la costruzione di un proprio impe-
            ro  mediterraneo" (7).
                La stessa idea di un impegno mediterraneo fu proposta con maggio-
            re incisività dal comando supremo della marina e in particolare da Rae-
           der.  Dal settembre  1940 Raeder in colloqui  con  Hitler e in diversi  pro-
           memoria sviluppò in modo particolareggiato la concezione di una strate-
           gia periferica che doveva colpire l'Inghilterra tramite l'eliminazione delle
           sue posizioni nel Mediterraneo occidentale ed orientale. La forma più ela-
            borata di tale strategia periferica si  trova in un promemoria consegnato
            a  Hitler il 14 novembre  1940, quando la  debolezza  dell'alleato  italiano
            divenne palese.  Raeder  propose di  incentrare lo  sforzo maggiore contro
            l'Inghilterra nel Mediterraneo, di conquistare l'Egitto e di cacciare via gli
            inglesi  dal vicino  Oriente < 8>.  Per Raeder il Mediterraneo  esercitò  un'at-
            trazione quasi travolgente. Era l'unico teatro di guerra, dove la sostanzia-
           le  debolezza  numerica  della  marina  tedesca  poteva  essere  compensata
           dall'aeronautica e in parte dall'esercito. La conquista di Gibilterra, di Malta
            e di Alessandria avrebbe pesato più di una grande battaglia navale vinta.




            (5)  Das Deutsche Reich und der Zweite Weltkrieg, vol.  3:  Der Mittelmeerraum  und Siido-
               steuropa,  Stuttgart,  Deutsche Verlags-Anstalt,  1984,  pp.  179-180.
            (6)  Franz Halder, Kriegstagebuch,  Stuttgart, Kohlhammer, 3 voli.,  1962-1964, vol. 2, p. 45.
            (7)  Ibid.,  p.  47.
           (8)  Charles B.  Burdick, Unternehmen Sonnenblume.  Der Entschluss zum Afrika-Feldzug,  Nec-
               kargemiind,  Kurt Vowinckel,  1972,  p.  49.


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