Page 336 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               Fu introdotto, con un piccolo accenno, un altro argomento che aveva
            particolare impulso sia nella pubblicistica specializzata sia nella didattica.
            Si ricordi, a titolo di esempio, che presso la scuola militare di Fanteria e
            Cavalleria di Modena fu inserito, solo sperimentalmente nel 1910-11, l’in-
            segnamento di «Principi di scienze sociali con norme per l’educazione del
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            soldato» .
               Tali considerazioni erano tutte introduttive e funzionali alla costituzione
            del museo. a suo giudizio, le collezioni museali dovevano essere costituite
            dai «medaglieri dei generali de Genova di Pettinengo, incisa beccaria di
            S. Stefano, avogadro di Vigliano, negri di San Front, Morelli di Popolo e
            Brunetta d’Usseaux», oltre ai ricordi del tenente colonnello De Giovanni-
            ni, del capitano Bergia, del «tenente Conte Carlo Morozzo di S. Magliano
            e S. Michele, che, dopo avere fatto parte dei tre squadroni di scorta al Re,
            durante la campagna del 1848, morì eroicamente il 25 marzo 1849, alla
            testa di pochi carabinieri, nella difesa di Casale» . a ciò si dovevano ag-
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            giungere le «sciabole usate dagli ufficiali che appartennero ai tre squadroni
            di guerra […] al capitano De Magistris che comandando lo squadrone di
            scorta al Re nella campagna pel 1849, si coprì di gloria alla Bicocca di
            novara», oltre al fatto che era già stato «documentato che drappelli, di-
            staccamenti e squadroni […] presero parte alla campagna del 1815, alla
            spedizione di Crimea […] ed a tutte le guerre d’indipendenza e d’unità
            d’italia dal 1848 al 1870».
               al Costantino nigra, il Gorini avrebbe voluto chiedere di «indicare l’i-
            scrizione da apporsi sulla fronte del Museo». Ma, poiché il nigra era da
            poco deceduto, egli sosteneva che «ben potrebbe il Villari, lo storico nostro
            più alto vivente, riassumere in brevi e nobili parole ciò che dir si debba» .
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               L’autore  elencava  anche  alcuni  tra  i  più  importanti  contributi  offerti
            dall’istituzione alla storia nazionale, l’autore citava:
               -    Costantino nigra e la sua «Rassegna di novara»;
               -    la «solenne proclamazione della Patria benemerenza dell’arma dei
            Carabinieri Reali che fu fatta nel Parlamento subalpino nell’anno 1858»
            che, come egli stesso precisa in una nota, è possibile testimoniare attraver-
            so le «ricerche compiute alla Biblioteca della Camera dei Deputati»;


            57    Gian Luca Balestra, La formazione degli ufficiali nell’Accademia militare di Modena (1895-1939),
            Roma, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, 2000, p. 102.
            58    Gorini, Per un museo cit., pp. 1568-9.
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                Ivi, p. 1572. Si veda il suo profilo biografico in Istituto Treccani, Enciclopedia, http://www.trecca-
            ni.it/enciclopedia/pasquale-villari/, ultima visualizzazione 25 febbraio 2017.
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