Page 348 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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                  quali pervengono periodicamente, in copia, i diari storici ed altri documenti
                  relativi all’azione dell’arma nella presente guerra. Con ciò l’archivio va ac-
                  quistando un prezioso complesso di nuovi elementi, particolarmente utili per
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                  la storia dell’arma di quest’ultimo periodo così ricco di opere e di eventi» .
               È interessante sottolineare che nel 1941, a guerra oramai inoltrata, il
            notiziario indicava tra i «carteggi ed atti vari pervenuti dal 1° luglio» non
            solo i diari storici dei reparti impiegati al fronte in quegli anni, ma anche
            di unità dell’arma che avevano operato durante la Grande Guerra o, ad
            esempio, «51 fascicoli di atti vari relativi a gravi fatti di polizia giudiziaria
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            nei quali operò l’arma nella Sardegna» per il periodo 1852-1919 .
               nell’imminenza della fine del regime, con l’articolo «Retaggio spiri-
            tuale» era illustrata l’iniziativa assunta dal Museo di intraprendere «già
            da diversi mesi la raccolta sistematica di quei documenti, anche di carat-
            tere strettamente privato, che possano far meglio conoscere i nostri caduti
            in guerra», pubblicando a fianco dell’articolo la riproduzione di una let-
            tera del maggiore «Morelli alessandro gloriosamente caduto nelle terre
            dell’impero» .
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               Uno spazio deve essere dedicato all’archivio fotografico, inizialmen-
            te non previsto tra le articolazioni interne della gestione del patrimonio
            archivistico. almeno a partire dal 1940, stante la robusta acquisizione di
            immagini fotografiche sciolte o album, talvolta anche di pregio artistico,
            fu istituto finalmente un archivio fotografico. in realtà, come si dirà più
            avanti, sarebbe opportuno denominarlo raccolta fotografica visto che la
            formazione del medesimo avveniva presso il Museo che attribuiva una sua
            schedatura e collocazione. in particolare, la suddivisione del materiale fo-
            tografico avveniva su 3 distinte raccolte, la prima per le persone, la secon-
            da per gli avvenimenti e la terza per cose e varie. a loro volta le raccolte
            erano poi divise in 22 sottocategorie. L’archivio era formato non solo dai
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            positivi ma anche dai negativi e dai cliché .
               Durante e nonostante il periodo bellico, la struttura dell’istituto fu sot-
            toposta a un intervento normativo. infatti, nel 1942 fu approvato un nuo-
            vo statuto che, per quanto attiene strettamente alla parte d’interesse, enfa-



            86    Relazione illustrativa per l’anno 1940/1941, p. 5. Nella relazione per l’anno successivo tale appor-
            to è ulteriormente enfatizzato.
            87    «Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri Reali – Bollettino-Notiziario», 10 (1941), n. 22, pp. 6-7.
            88    «Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri Reali – Bollettino-Notiziario», 12 (1943), n. 26, p. 1.
            89    Archivio fotografico in «Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri Reali – Bollettino-Notiziario»,
            9 (1940), n. 21, p. 7.
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