Page 350 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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350 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
tizzava la funzione del Museo quale «depositario privilegiato dei cimeli,
documenti e ricordi che testimoniano l’azione svolta dall’arma in pace e
in guerra», allo scopo di ricercare il materiale per esporlo, valorizzarlo,
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promuovendo anche studi storici (art. 2) . Inoltre, fu formalizzata l’istitu-
zione dell’archivio fotografico che, in realtà come detto in precedenza, era
in piena crescita già da alcuni anni (art. 3). il successivo foglio d’ordini del
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Comando Generale approvò il nuovo regolamento interno .
Per quanto riguardava l’archivio storico, almeno formalmente, era aper-
to al pubblico (art. 63) che tuttavia doveva essere autorizzato dalla direzio-
ne del Museo stesso. Per i non residenti a Roma, con particolare attenzione
agli ufficiali dell’arma, vi era comunque la possibilità di chiedere informa-
zioni a distanza (art. 67).
nel caso di richieste che riguardavano i documenti «di natura riservata»
la direzione si sarebbe regolata caso per caso «avuto riguardo al grado di
riservatezza dei documenti stessi, nonché alla qualità del richiedente e agli
scopi che si propone», mentre per quelli riservatissimi la consultazione sa-
rebbe stata possibile solamente dopo l’autorizzazione del Comando Gene-
rale (art. 64). È interessante sottolineare dunque che vi era la previsione per
la consultazione di documenti sottoposti a classifiche di segretezza, lascian-
do però la valutazione alla decisione della direzione per tutte le tipologie ad
eccezione dei documenti riservatissimi che sarebbero stati autorizzati dal
vertice dell’arma. Ciò induce a ritenere che, sul piano effettivo, vi fossero
dei documenti aventi classifica di segretezza presso l’archivio storico e che,
però, potevano essere consultati unicamente secondo le circostanze.
Più tecnico appare l’allegato 1 al regolamento dedicato all’organizza-
zione tecnica e al funzionamento dell’archivio storico . In tal caso, si fa-
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ceva espresso riferimento ad alcuni aspetti di fondamentale interesse per
la ricostruzione dei fascicoli versati. il carteggio storico, ovverossia, la do-
cumentazione ricevuta, poteva essere di protocollo ordinario, riservato e
riservatissimo, individuando anche gli elementi di provenienza, contenuto
ed epoca (n.1). «Esclusi, in via di massima, il raggruppamento per materia
e la disposizione in ordine cronologico, i documenti conservano il loro
90 GMU 1942, circolare n. 140. R. decreto 2 dicembre 1941-XX n. 1594, col quale viene approvato il
nuovo statuto del «Museo storico dell’arma dei CC.RR.». (Direzione generale personali civili e affari
generali) – (Gazzetta ufficiale n. 32, del 9 febbraio 1942 – anno XX), pp. 320-326.
91 Il foglio d’ordini del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali n. 26 dell’11 settembre
1942 è in Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Statuto organico cit., pp, 25-101, sia pure con le
modifiche introdotte dal foglio d’ordini n. 24 del 15 dicembre 1962.
92 Ivi, pp. 75-79.

