Page 353 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  353


              dedicati ai caduti dell’arma: «si tratta di migliaia di cartelle di nuovo im-
              pianto corredate di rapporti, lettere private, fotografie, stralci giornalistici
              e quant’altro possa fermare indelebilmente nel tempo i tratti salienti della
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              figura fisica, morale e spirituale, di questi carabinieri gloriosi» .
                 L’armistizio, il disarmo e la tragica deportazione dei Carabinieri avve-
              nuto il 7 ottobre 1943 e le ulteriori vicende di Roma ebbero conseguenze
              anche sul patrimonio documentario dell’Arma. nella relazione presentata
              al Ministero della Guerra all’indomani della liberazione della Capitale, il
              presidente del Museo mise in evidenza che:
                   «l’unica perdita che si deplora riguarda alcune centinaia di diari di guer-
                   ra di reparti dell’arma mobilitati (copie), avuti a suo tempo dal comando
                   generale per la conservazione all’archivio storico. Tali diari, depositati in
                   un locale della caserma Vittorio Emanuele (legione allievi), avuto in uso
                   per essere già al completo gli ambienti dell’archivio in questa sede, an-
                   darono distrutti nei giorni dell’occupazione di detta caserma da parte dei
                   tedeschi» .
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                 in realtà, la relazione precisava successivamente che la perdita del pre-
              zioso materiale documentario fu comunque contenuta. infatti, fino all’8
              settembre continuarono a giungere documenti dai reparti mobilitati:
                   «speciale importanza rivestiva prima di quella data il periodico afflusso dei
                   diari storici dei reparti dell’arma mobilitati. Si trattava, per i battaglioni, di
                   una copia di quelli destinati alle autorità previste dai regolamenti militari,
                   copia che il Comando Generale – centro di mobilitazione per essi – passava
                   al Museo per la conservazione nell’archivio storico. Le sezioni, invece, nu-
                   clei ed altri reparti e uffici, inviavano un diario per uso esclusivo dell’arma
                   da servire specialmente alla sua storia [...] il grosso di questa importante
                   raccolta, costituita da varie migliaia di diari, è rimasto intatto presso la sede
                   del Museo, mentre una parte minore, depositata in un locale succursale di
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                   questo archivio» ,
                 subì le sorti descritte precedentemente.
                 Appare utile sottolineare come la sede del Museo non fosse in grado di
              contenere un archivio di medie dimensioni al punto tale da individuare in
              un’altra infrastruttura un deposito per la documentazione che affluiva dai


              96    Ivi, p. 6.
              97    Relazione illustrativa per l’anno 1943/1944, pp. 2-3.
              98    Ivi, p. 6. In realtà, come ricordato, i diari storici dei battaglioni carabinieri mobilitati nel corso
              del Secondo conflitto mondiale dovevano essere versati presso l’Ufficio Storico dello Stato Maggio-
              re dell’Esercito.
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