Page 154 - Eroi nel vento - La storia dei Militari Italiani nella Guerra di Liberazione
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Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone
            Capo di Stato Maggiore della Difesa

            Oltre ottanta anni fa, l’8 settembre 1943, si verificò un evento cruciale nella storia
            italiana, dando inizio a una serie di accadimenti dolorosi e drammatici che avrebbero
            plasmato il futuro del nostro Paese. Furono i mesi dell’occupazione tedesca, delle stragi,
            della guerra civile, ma anche quelli della Liberazione e del ritorno dell’Italia fra le demo-
            crazie. Dopo la firma dell’Armistizio di Cassibile, a Siracusa, ci trovammo in una situa-
            zione estremamente difficile. Donne e uomini, appartenenti alla stessa patria, dovettero
            fronteggiarsi senza un chiaro punto di riferimento. La guerra, insensata e tragica, aveva
            invaso la nostra terra, umiliandola e ferendola pesantemente con bombardamenti e ra-
            strellamenti. Nel volgere di pochissimo, passammo dalla resa incondizionata alla cobel-
            ligeranza: per Britannici, Statunitensi e Sovietici, accettare come alleato uno Stato che
            aveva combattuto fino all’8 settembre 1943 risultò assai complesso e difficile quanto per
            il nazismo dover accettare l’uscita dell’Italia dal conflitto. Fu un vero e proprio dramma,
            umano e militare, segnato anche dall’occupazione di gran parte del territorio nazionale e
            dalla cattura da parte tedesca di oltre 600.000 militari. Tuttavia, il Paese riuscì in questa
            transizione grazie all’esemplare spirito di sacrificio dei nostri uomini, sia in patria che
            all’estero, sia in uniforme che nelle bande partigiane. Dal 8 settembre 1943 al 25 aprile
            1945, i militari italiani infatti combatterono, assieme l’Italia tutta, con generosità e va-
            lore, guidati dall’onore e dall’obiettivo comune di liberare il proprio popolo e territorio.
            Questo periodo segnò l’inizio del riscatto nazionale, della democrazia e la riconquista
            della libertà: il tributo di sangue e di eroismo offerti dai nostri soldati in quelle tragiche
            circostanze costituisce una straordinaria testimonianza di volontà e fedeltà al giuramen-
            to che offre ancora oggi sentieri fertili di conoscenza solo in parte esplorati, intorno ai
            quali può certamente rinnovarsi una più feconda idea di identità nazionale.
            Con questo progetto editoriale, dunque, intendiamo rievocare le gesta di coloro che si
            batterono, a Porta San Paolo, a Roma, così come nelle isole del Mediterraneo, nei Balcani
            e in altre impegnative e difficili prove, pagando a caro prezzo la loro fedeltà alla Patria.
            Più ampiamente, intendiamo contribuire a narrare alla nuove generazioni l’Italia di quel
            periodo che seppe affrancarsi trovando la strada di un nuovo inizio. Ecco che la realiz-
            zazione di una graphic novel ci consente allora di raccontare con dovizia storica, attra-
            verso le immagini - considerate non solo come fonte illustrativa, bensì come narrazione
            in sé -, quegli eventi drammatici. Lo abbiamo fatto appunto con il linguaggio del fumetto,
            che è dotato di originale grammatica sequenziale e in grado di raccontare – al pari della
            narrativa – le più diverse storie, dando forma iconica e testuale al tumultuoso fluire di
            avvenimenti reali e all’intrecciarsi delle vicende storiche che costituiscono l’archetipo
            culturale del nostro Paese.
            Il senso di quel lontano sacrificio riecheggia tuttora nelle quotidiane attività che le Forze
            Armate svolgono, con grandissimi rischi e disagi, per la sicurezza, la pace e la stabilità
            non solo della collettività nazionale ma di tutta la comunità internazionale. Nella pro-
            spettiva di tale continuità, l’opera rappresenta perciò anche un’importante occasione
            di riflessione, proprio in un momento come quello attuale che ci rinvia con la mente a
            quel periodo. Apprendere dalla Storia è infatti un esercizio che riteniamo necessario per
            capire il presente e proiettarci nel futuro, perpetuando l’eredità di chi prima di noi ha
            tracciato la via e ha ispirato la nostra Costituzione e Repubblica.


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