Page 223 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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Il frazionamento delle sepolture
dei nostri connazionali negli Stati
Uniti origina dalla circostanza che la
maggior parte dei prigionieri di guerra
italiani, all’arrivo negli USA furono
assegnati, in notevole numero, a campi
d’internamento prossimi a varie grandi
aziende agricole disseminate in tutti gli
Stati Uniti per concorrere, sotto varie
forme, alle attività di quelle ditte.
Fa eccezione la sepoltura dei cinquantatrè
Caduti nel grande Cimitero di guerra
americano denominato “Long Island
National Cemetery”, poco distante da
New York. Di questi i diciassette Noti
sono sistemati in tumuli individuali
a terra, i trentasei Ignoti, in tomba
collettiva. Tutte le sepolture dei Caduti
noti sono contrassegnate da lapidi in
marmo che ne riportano le generalità.
La sorte dei prigionieri in mano
statunitense fu senza dubbio la migliore
fra quella di tutti i soldati italiani catturati
nel corso del conflitto, testimoniata
dal bassissimo tasso di mortalità. A ciò
contribuì, oltre che la relativa abbondanza
alimentare che caratterizzava la realtà
statunitense, anche la presenza di
una folta comunità italo-americana,
pienamente integrata nella società
americana ma non indifferente alla sorte
dei propri semi-connazionali.
Ne è eloquente testimonianza il
monumento dedicato a tutti i Caduti
italiani, costituito dalla statua di un
soldato italiano in assetto di guerra posta
su un pilastro di marmo, eretto nella città
di Shenectady (New York) a cura e spese Monumento ai Caduti italiani a Shenectady, costruito dalla comunità
della locale comunità italiana. italo-americana di New York dopo la Grande Guerra

