Page 212 - Lanzarotto Malocello dall'Italia alle Canarie
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                      Mulino di pietra. (Museo Archeologico di Santa Cruz di Tenerife).


               alti e più delicati d’aspetto con cranio corto e largo). L’antropologo Atti-
               lio Gaudio, nel suo approfondito studio “Canarie” (Afriche, n. 64, vol 4,
               2004) individua invece tre ceppi:
                  Cromagnon, Mestizos (solo a Gomera) e Semiti (tipo sirio-arabo): que-
               ste tre etnie erano differenti e non avevano nulla in comune, perché i po-
               poli canariensi non conoscevano l’arte della navigazione. Si ipotizza al
               riguardo un divieto religioso, dato che molte isole sono a portata di vista
               le une dalle altre.
                  Le isole sono di natura vulcanica, emerse dalla profondità dell’Atlan-
               tico causate dalle continue eruzioni che si sono protratte per un arco di
               18-38 milioni di anni (quanto a Lanzarote). Tuttavia proprio la natura vul-
               canica del terreno rende il suolo fertile, alternando coltivazioni ad estesi
               campi di lava.
                  Agustin Pallarès Padilla scrive che sulle isole, data l’aridità del clima,
               non vi era grande vegetazione; “le Canarien” ricorda la presenza solo di
               piccoli cespugli, nonché di alberelli chiamati “hyguyerez” molto diffusi
               sull’isola, aventi all’interno una specie di “latte molto medicinale”. È chia-
               ro trattarsi della “tabalba” (Euphorpia Balsamifera) pianta curativa cono-
               sciuta dai botanici dell’epoca.
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