Page 127 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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                      a La Spezia, di un moderno ed efficiente arsenale. L’in-  merlate alla guelfa, fiancheggiato da due prore rostrate
                      cremento  della  produzione  navale  finalizzato  al-  che  sporgono  lateralmente,  il  tutto  d’oro”.  Uno
                      l’espansione della flotta, rappresentò la base per l’inizio  stemma araldico, quello tramandato fino ai nostri giorni
                      della crescita economica dell’Italia unitaria e la Marina  e che guarnisce la Bandiera navale della Marina Mili-
                      fu indubbiamente uno degli artefici fondamentali dello  tare, che suggella la millenaria tradizione marittima e
                      sviluppo economico del nostro Paese. In definitiva il  navale italiana.
                      concetto del “prima le navi e poi lo Stato” fu il conso-  Tutte queste considerazioni, che sicuramente influen-
                      lidamento di un millenario percorso storico, sociale,  zarono e illuminarono in quel periodo il pensiero di
                      politico ed economico basato sulla caratteristica marit-  tutti gli “operatori del mare”, suggerirono l’importanza,
                      tima e navale dell’Italia e di tutte le popolazioni che  diremmo strategica, di possedere idonei strumenti per
                      hanno abitato la penisola e le rispettive isole e che  forgiare e alimentare la cultura marinara degli italiani.
                      hanno da sempre utilizzato il mare per il proprio com-  Ma non solo: Mahan aveva correttamente indicato –
                      mercio, per le relazioni, per ogni attività di vitale inte-  tra le condizioni per lo sviluppo di un efficace potere
                      resse ai fini della propria sopravvivenza. È possibile  marittimo – anche il possesso di un’adeguata riserva di
                      riscontrare tale peculiarità fin dai tempi degli Etruschi,  persone adatte all’impiego sul mare in caso di guerra.
                      per poi continuare durante l’epopea Romana che, a dif-  Scriveva il grande teorico del potere marittimo: “...per
                      ferenza di quanto è comunemente stato scritto vide il  quanto riguarda la popolazione, non è solo il totale ge-
                      mare come fattore di proiezione non solo militare, ma  nerale che deve essere computato, ma il numero di
                      anche commerciale, per proseguire con le Repubbliche   gente che prende il mare o, per lo meno, che è imme-
                      Marinare e le città di mare che per diversi secoli disse-  diatamente disponibile per l’imbarco e per la costru-
                      minarono il nostro territorio formando solide realtà   zione  di  materiali  navali” .  Nell’epoca  della
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                      culturali, sociali ed economiche, per finire, come ab-  propulsione  velica,  era  fondamentale  disporre  di
                      biamo visto, alle Marine Preunitarie.                  un’adeguata base di individui che fossero reclutabili,
                      Tale tradizione è oggi simbolicamente rappresentata    anche con la forza, per servire sulle navi militari e la
                      dalla Bandiera Navale della Marina Militare così come  forte comunanza tra navi militari e mercantili rendeva
                      disposto del D.lgs. del Capo provvisorio dello Stato 9  particolarmente agevole quest’operazione. Nell’epoca
                      novembre 1947 n.1305 che così recita: “Per la Marina   della propulsione meccanica e del vapore – l’epoca di
                      militare, la bandiera navale è costituita dal tricolore ita-  Mahan – il valore della riserva non era venuto meno,
                      liano, caricato, al centro della banda bianca, dell’em-  come notava lo stesso ammiraglio americano, quando
                      blema araldico della marina militare, rappresentante in  scriveva che il concetto di riserva continuava “...ad
                      quattro parti gli stemmi delle repubbliche marinare (Ve-  avere il suo peso; per prima la riserva organizzata, poi
                      nezia, Pisa, Genova, Amalfi) e sormontata da una co-   la riserva di gente di mare, quindi la riserva di abilità
                      rona turrita e rostrata”. Il D.lgs. mutuava e parzialmente  nell’uso delle macchine e la riserva di ricchezza” . Nel-
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                      modificava quello più completo del 20 settembre 1941   l’epoca considerata in questo libro, ciò era altrettanto
                      che descriveva più specificamente la parte araldica: “In-  corretto e vero. Le navi-asilo sicuramente rientrano nel
                      quartato: al 1° (Marineria Veneta) di rosso al leone di  concetto mahaniano di “riserva” e possono essere con-
                      San Marco con la spada e con il libro degli Evangeli   siderate a tutti gli effetti come strumento del potere
                      chiuso, quale si usava in tempo di guerra; al 2° (Mari-  marittimo oltre che come impegno sociale e caritate-
                      neria Genovese) d’argento alla croce di rosso; al 3°   vole.
                      (Marineria Amalfitana) d’azzurro alla croce biforcata  Quei ragazzi sfortunati, destinati alla strada e a sicura
                      d’argento; al 4° (Marineria Pisana) di rosso alla croce pi-  perdizione, non solo ebbero un futuro migliore, deco-
                      sana d’argento; sul tutto l’insegna Sabauda affiancata
                      da due fasci Littori d’oro. Lo scudo sarà contornato da
                      un cavo torticcio d’oro e sormontato da una corona     (91) A.T. Mahan, L’influenza del potere marittimo sulla storia, op. cit.,
                      formata da un cerchio con motivi alternati di rostri e di  p. 79.
                      ancore romane, cimato di quattro torri (tre visibili)  (92) Ivi, p. 82.
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