Page 86 - Le Forze Armate e la fine della II Guerra Mondiale - Atti 10 maggio 2005
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Giampaolo Di Paola


           no alla costruzione di un'Italia nuova, democratica, libera e prospera.
              Questa crescita, certamente agevolata dal quadro generale di riferimento internazio-
           nale in cui venne a collocarsi il nostro Paese, ebbe le sue radici nella determinazione e
           nella  capacità di  tutte quelle persone che,  animate da profondi valori etici  e morali e
           spinte da nobilissimi sentimenti di amor di patria, seppero stJ:ingersi in una comune e
           condivisa azione volta a ridare la  speranza di un futuro  a un Paese prostrato ma non
           domo.
              Le Forze Armate seppero fare la loro parte. Nel giro di pochi anni l'Italia fu in grado
           di entrare nell'Alleanza Atlantica, assieme agli altri Paesi "fondatori", quell'alleanza gra-
           zie alla quale il vecchio continente ha chiuso il XX secolo senza più guerre, gettando le
           basi del proprio futuro nella concreta prospettiva dell'Unione Europea.
              Oggi siamo chiamati a vivere una realtà ben diversa, certamente non così dramma-
           tica, ma senza dubbio complessa, nella quale la rapidità e l'imprevedibilità dell'evoluzio-
           ne degli scenari e la globalizzazione che interconnette genti, realtà e situazioni caratte-
           rizzate da profonde differenze, ci chiama costantemente a dare risposte che, sul piano
           metodologico, difficilmente possono fare  riferimento al  passato,  se  non per prendere
           coscienza degli errori da non commettere.
              Ma se le differenze tra il mondo di oggi e quello uscito dal secondo conflitto mon-
           diale sono evidenti, credo, tuttavia, che i valori, i sentimenti e gli intendimenti che ani-
           marono la  ricostruzione del dopoguerra debbano costituire il nostro riferimento  fon-
           damentale nel momento in cui oggi non si tratta di ricostruire, ma di costruire un futu-
           ro per il Paese,  per l'Europa e per le giovani generazioni,  nel rispetto dei principi di
           libertà e democrazia, in un mondo dove sarà un valore la coesistenza di identità indivi-
           duali e collettive, di interrelazioni e di interdipendenza, e nel quale  sarà  determinante
           riuscire a ridurre contrapposizioni, contrasti e squilibri fra sviluppo e sottosviluppo.
              Signor Presidente, anche questa volta le Forze Armate stanno facendo la loro parte:
           ne è testimonianza l'impegno in tante missioni a sostegno delle iniziative del Paese nel-
           l'ambito della Comunità internazionale per la sicurezza, la stabilità e la pace.
              Ma ancor più, con grande impegno, determinazione e pragmatismo le Forze Armate
           stanno progettando per essere in grado di fare la loro parte anche in futuro, per il futu-
           ro del Paese e degli Italiani.
              E per questo hanno bisogno del convinto e forte sostegno delle Istituzioni e dell'in-
           tera comunità nazionale; un sostegno che, sono fiducioso, il Paese, sempre più spesso
           chiamato a sostenere un ruolo attivo e importante nell'ambito del consesso internazio-
           nale, e in particolare dell'Alleanza Atlantica e dell'Unione Europea, non farà mancare.
















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