Page 40 - NONOSTANTE IL LUNGO TEMPO TRASCORSO…Le stragi nazifasciste nella guerra di liberazione 1943–1945
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      grazie alla collaborazione di numerosi enti, istitu-  degli Internati Militari Italiani, i circa 650 mila sol-
      zioni e associazioni pubblici e privati, civili e milita-  dati, catturati dalla Wehrmacht, che si rifiutarono
      ri, che hanno messo a disposizione i loro archivi. Si  di collaborare coi tedeschi e con la Repubblica So-
      possono ricordare, senza pretesa di completezza:  ciale Italiana, pagando duramente per questo con
      le teche Rai, gli archivi storici dello Stato maggiore  l’internamento e lo sfruttamento come lavoratori
      dell’Esercito e dei Carabinieri, l’Associazione  na-  schiavi nell’economia di guerra del Reich. Circa 50
      zionale Divisione Acqui, l’Associazione nazionale  mila di loro non tornarono vivi.
      reduci dalla Prigionia, l’Associazione nazionale par-    La storia della violenza nazista in Italia viene
      tigiani d’Italia, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri e  completata attraverso la documentazione delle
      la Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e  stragi commesse contro i civili, donne e uomini, fra
      dell’età contemporanea, la Fondazione Museo del-    cui molti anziani e bambini, che prese le forme di
      la Shoah di Roma, il Parco Nazionale della Pace di  un massacro indiscriminato di inermi. Anche qui
      Sant’Anna di Stazzema, il Comitato Regionale per  la mostra si avvale dei risultati più aggiornati del-
      le Onoranze ai Caduti di Marzabotto. Di particolare  la ricerca storica che in Italia ha indagato e rivela-
      importanza risultano le informazioni attinte dall’At-  to l’intensità della violenza nazista anche in aree,
      lante delle stragi naziste e fasciste, curato da Paolo  come la Campania, dove l’occupazione tedesca
      Pezzino, studioso della Seconda guerra mondiale  durò solo pochi mesi e ha ricostruito la dinamica
      in Italia e Presidente dell’Istituto Nazionale ‘Fer-  delle stragi naziste quale frutto non di rappresaglie
      ruccio Parri’, che è anche il principale consulente  antipartigiane ma di una mirata strategia di “guer-
      scientifico della mostra.                           ra ai civili” intesa a bonificare intere aree terroriz-
          Storia, Giustizia, Memoria: il sottotitolo indica  zando la popolazione per eliminare ogni forma di
      il percorso e la chiave di lettura dell’esposizione.  sostegno alla Resistenza. La mostra documenta la
      Innanzitutto la storia degli atti di violenza e delle  lunga scia di sangue versato dagli italiani e dalle
      stragi compiuti per mano tedesca dopo l’8 set-      italiane investiti dalla violenza nazista: dagli eccidi
      tembre, sia in Italia che all’estero, nei confronti di  commessi nell’Italia meridionale, come a Caiazzo,
      quei reparti militari italiani che si rifiutarono di ar-  all’interno di una politica di razzia e depredazione
      rendersi e scelsero di resistere. In questa sezione  del territorio, al massacro urbano delle Fosse Ar-
      vengono messi a frutto i più recenti risultati della  deatine a Roma, per continuare con le grandi stra-
      storiografia, italiana e tedesca, che ha ricostruito  gi di civili in Toscana, in provincia di Arezzo come a
      e precisato innumerevoli episodi di valorosa re-    Civitella in Val di Chiana, o in area fiorentina, come
      sistenza di cui furono protagonisti reparti i quali,  il Padule di Fucecchio, per arrivare ad una delle più
      sebbene privi di ordini precisi, all’indomani dell’ar-  sanguinose come Sant’Anna di Stazzema dell’ago-
      mistizio si opposero alla richiesta di resa da parte  sto 1944, seguita poche settimane dopo dalla peg-
      germanica subendo ritorsioni efferate. Il  Führer,  giore in assoluto, quella di Monte Sole/Marzabotto
      Adolf Hitler, infatti considerò mero “tradimento”  in Emilia con circa 770 vittime, fra cui 220 minori.
      l’uscita dell’Italia dalla guerra, in realtà un atto di  Documentate e presentate al pubblico sono anche
      legittima e sovrana autodeterminazione, ed emise  le stragi che colpiscono l’Abruzzo, la Liguria, il Pie-
      ordini criminali, condivisi dall’alto comando del-  monte, la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giu-
      la Wehrmacht, che si tradussero nell’eliminazione  lia e il Trentino-Alto Adige dove avvengono stra-
      di migliaia di ufficiali, sottufficiali e soldati italiani,  gi di civili anche dopo la Liberazione come ultimi,
      che avevano solo tenuto fede al dovere e alla loro  violenti, colpi di coda della ritirata tedesca. La mo-
      coscienza: dalla strage degli uomini della Diviso-  stra mette bene in evidenza il concorso dei fascisti
      ne Aqui a Corfù e Cefalonia, alle fucilazioni ese-  italiani nelle stragi, talvolta come collaboratori dei
      guite a Lero e Kos, agli eccidi commessi in Alba-   perpetratori tedeschi, altre volte come protagoni-
      nia, Dalmazia, Montenegro. Un destino che investì  sti esclusivi.
      molti militari italiani, fra cui carabinieri come il vi-  A fronte di tanto sangue innocente versato –
      cebrigadiere Salvo D’Aquisto, anche sul territorio  è stato calcolato che siano state circa 24 mila le
      nazionale. Innumerevoli furono gli episodi di vio-  vittime delle stragi naziste e fasciste – la giustizia
      lenza tedesca al Sud – ad esempio in Puglia e in  ha stentato a fare il suo corso. A questo è dedica-
      Campania – come nel resto della penisola, fra cui  ta la seconda parte della mostra che ricostruisce
      si ricordano le vittime militari di stragi di più ampie  quanto da parte alleata e da parte italiana è stato
      dimensioni come quelle delle Fosse Ardeatine e di  fatto per punire i criminali di guerra tedeschi re-
      Fossoli. Una specifica attenzione viene dedicata  sponsabili delle stragi e delle violenze. Soprattutto
      nella mostra anche alla vicenda e alle sofferenze  la giustizia militare inglese mise sotto processo e



      LE STRAGI NAZIFASCISTE NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE 1943 – 1945       THE NAZI-FASCIST CRIMES DURING THE WAR OF LIBERATION 1943-1945  40






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