Page 84 - NONOSTANTE IL LUNGO TEMPO TRASCORSO…Le stragi nazifasciste nella guerra di liberazione 1943–1945
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Tra loro, per quanto prevalgano gli adulti, le cifre furono così “puniti” per la Resistenza, della qua-
dei bambini/ragazzi (0-16 anni) e quella degli an- le erano ritenuti complici se non direttamente
ziani (maggiori di 55 anni) sono impressionanti: responsabili, ma divennero anche elementi del
rispettivamente 1.440 e 2.509 vittime. Sappiamo, paesaggio urbano ed extraurbano da tenere sot-
peraltro, che tutti questi numeri sono stime per to controllo per garantire i rifornimenti al fronte,
difetto: nella gran parte degli episodi, la quanti- ostaggi da sacrificare senza scrupoli in determi-
tà totale delle persone uccise che la storiografia nate occasioni, “esempi” con i quali far desistere
può esprimere è solo l’ipotesi più verosimile, per- da ogni progetto di opposizione, manodopera da
ché ogni certezza matematica sparisce dinan- utilizzare senza alcun limite, fonti da depredare
zi all’incapacità di dire quanti fossero i presenti, e saccheggiare nei loro beni e piccole proprietà,
cioè i vivi, sul posto, prima della strage, e soprat- disabili da eliminare perché non in grado di ubbi-
tutto quanti fossero davvero i morti a eccidio av- dire a ordini di sfollamento, donne da violentare,
venuto, dopo che i cadaveri erano stati bruciati, neonati e addirittura feti da usare – successe nei
fatti esplodere, affondati, eliminati in altro modo. lager ma anche a Vinca e altrove – come bersa-
La quantità di orrore, applicato a quella che non glio di un orrorifico tiro a segno.
era assolutamente una strategia di guerra, ma Tutto questo avvenne, si è detto, dal più pro-
solo una pratica terroristica di sterminio, è di per fondo sud al più profondo nord del paese, nelle
sé innumerevole. grandi città e nei più piccoli e sperduti borghi, in
Il fenomeno delle stragi ha riguardato tutti i modo indiscriminato, senza alcuna ragione strate-
territori italiani occupati per l’intera durata della gica, per una precisa volontà criminale dei nazisti
presenza tedesca e fascista nelle aree conside- tedeschi – Wehrmacht e SS – e dei fascisti italiani,
rate. Non solo i civili ne furono vittime, è evidente: questi ultimi talvolta esecutori diretti, addirittura
anche i partigiani disarmati, gli antifascisti che si in autonomia, e molto spesso guide, collaboratori,
opponevano ai tedeschi e ai militi della Repubbli- volenterosi complici.
ca di Mussolini con le armi della politica e della Le loro vittime furono, come ho scritto, so-
Resistenza civile, i tanti militari (di professione prattutto civili e sempre inermi. Tra di esse vanno
ma perlopiù richiamati in guerra), le persone di considerati anche coloro che sopravvissero alle
fede ebraica, i preti e i religiosi in generale, gli ex stragi ma che per decenni non hanno avuto giusti-
prigionieri di guerra in mani italiane. È per questo zia né ascolto dallo Stato il quale, nella gran parte
che l’appropriata definizione di «guerra ai civili», dei casi, non ha fatto nulla neanche per la memo-
coniata alla fine del secolo scorso da Paolo Pez- ria e anzi ha nascosto, celato, impedito le indagini,
zino e Michele Battini per intendere la strategia di trascurato e dimenticato i morti, in nome di una
eliminazione di chiunque fosse ritenuto d’ostaco- presunta ragione “superiore” che nulla ha in realtà
lo alla gestione nazifascista del territorio occupa- a che vedere con la giustizia, ma è anzi la sua ne-
to, si è oggi ampliata fino a comprendere “tutti” gazione. I sopravvissuti sono stati condannati al
gli inermi, in generale, uccisi in eccidi di matrice lutto inespresso e privato, non condivisibile, non
nazista, nazifascista e fascista, scatenati in base esigibile in alcun modo. La memoria ne ha risen-
a logiche diversificate e che tutti insieme confi- tito profondamente: è diventata divisa perché è
gurano il quadro di una sistematica «politica del andata alla ricerca di capri espiatori individuabili,
massacro», attuata dai perpetratori con una pre- dato che non era possibile avere nulla di più. Le
cisa volontà e un’attenta programmazione. I civili comunità hanno finito per spaccarsi, e ai drammi
divennero vittime di quella politica perché stru- della guerra si sono aggiunti quelli del lunghissimo
mentalmente furono ritenuti complici della Resi- dopoguerra della giustizia negata. Quando questa
stenza, pure quando erano troppo giovani anche è arrivata, è stata più che tardiva e soprattutto
solo per immaginarla o troppo anziani e deboli estremamente limitata e parziale, poiché non ha
per intraprenderla. Per i carnefici, essi rappre- riguardato tutti i territori colpiti e non ha condotto
sentarono spesso un obiettivo a portata di mano, in carcere quasi nessuno dei carnefici.
anche in ragione del fatto che era più semplice e Tuttavia, i processi celebrati negli anni Due-
meno pericoloso prendersela con loro piuttosto mila sono stati molto importanti. Tante vittime so-
che ingaggiare la lotta di guerriglia con i partigia- pravvissute hanno finalmente trovato ascolto da
ni, un tipo di guerra per la quale i reparti nazisti parte dello Stato, hanno raccontato in aula cosa
e fascisti non erano preparati, mentre i compo- avevano subito, che cos’era la loro vita prima del-
nenti delle bande la prevedevano come prima tra la strage e cosa, soprattutto, non è mai più stata
le alternative. I civili, e più in generale, gli inermi, dopo. Hanno raccontato dei corpi delle madri che
LE STRAGI NAZIFASCISTE NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE 1943 – 1945 THE NAZI-FASCIST CRIMES DURING THE WAR OF LIBERATION 1943-1945 84
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