Page 80 - NONOSTANTE IL LUNGO TEMPO TRASCORSO…Le stragi nazifasciste nella guerra di liberazione 1943–1945
P. 80
ITA
Isa bella Insolvibile
Isabella Insolvibile
Storica
Secondo l’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, tra il lu-
glio 1943 e il maggio 1945 i tedeschi e i fascisti italiani uccisero,
sul territorio nazionale, 24.436 persone in 5.884 episodi di vio-
lenza, centinaia di omicidi singoli ma anche grandi stragi di mas-
sa, come quelle che avvennero nell’estate del 1944 a Sant’Anna
di Stazzema, nel lucchese e sul Monte Sole, nei pressi di Mar-
zabotto in provincia di Bologna, oppure in quella che è conside-
rata la più grande strage “urbana” avvenuta durante il conflitto,
l’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma, avvenuto il 24 marzo
1944. Secondo Carlo Gentile, «in nessun altro paese occiden-
tale si verificarono eccessi paragonabili a quelli commessi in
Italia» (Gentile, I crimini di guerra tedeschi in Italia, 1943-1945, Torino, Einaudi, 2015, p. 25).
Queste grandi stragi, numericamente significative e vissuto. Questo si trasformava in un luogo di lutto
– tragico è il primato di Monte Sole, la più ampia e memoria, perlopiù destinati a declinarsi solo in
sul territorio nazionale ma anche in tutta l’Europa forma privata.
occidentale – furono spesso caratterizzate dalla La devastazione colpiva anche i luoghi in cui
contestuale distruzione radicale degli spazi mate- avvenivano stragi “più piccole”, come nella mag-
riali e umani in cui esse avvennero, spazi nei quali gior parte dei casi. Fatte alcune eccezioni, le vit-
fu cancellata ogni forma di vita, ogni struttura abi- time principali delle stragi erano i civili, cioè gli
tativa, ogni possibilità di rifugio, ogni risorsa – da- uomini e le donne di qualsiasi età non coinvolti in
gli animali al raccolto e così via. Dopo il passaggio alcun modo in attività di guerra (se non, appunto,
dei “perpetratori” – una sorta di nome “scientifico” come vittime) e soprattutto non in grado di nuoce-
dei carnefici – nulla più esisteva, se non le fonda- re in alcun modo ai propri carnefici. La definizione
menta o qualche rudere bruciato, di ciò che era di civili si sovrappone dunque a quella di inermi: i
prima un borgo, un paese. Intere comunità, pre- civili erano i più inermi di tutti. Essi furono le prin-
senti e future potremmo dire, erano state elimina- cipali vittime dei conflitti mondiali del Novecento,
te nel giro di poche ore, e i luoghi colpiti, in prece- e lo furono pure come “bersagli” delle stragi na-
denza pieni di vita, venivano abbandonati anche ziste e fasciste in Italia. Anche in questo caso, i
da chi, per puro caso, era sopravvissuto, ma ormai numeri dell’Atlante sono chiarissimi: sul totale, i
non aveva più nulla, o nessuno, che lo inducesse o civili (non partigiani, né militari o altre categorie di
gli permettesse di restare nel posto dove era nato vittime) furono più della metà, 13.010 su 24.436.
LE STRAGI NAZIFASCISTE NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE 1943 – 1945 THE NAZI-FASCIST CRIMES DURING THE WAR OF LIBERATION 1943-1945 80
10/12/24 20:46
Impaginato_Catalogo_ITA_ENG_def.indd 80 10/12/24 20:46
Impaginato_Catalogo_ITA_ENG_def.indd 80

