Page 102 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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istoriate con immagini sacre ispirate ai Santi ed ai Templi di Verona e Venezia. Infine, una colonnina di marmo con
un capitello romano ricorda l’inaugurazione avvenuta il 3 luglio 1963 alla presenza del Presidente della Repubblica
Italiana.
L’accesso al colle di Leitenberg è facilitato da un sentiero, fiancheggiato dalle 14 stazioni della Via Crucis, realizzate
in marmo. Sul colle, adiacente alla Cappella, si trova il recinto delle grandi fosse comuni con annesso il Mausoleo, a
pianta circolare, contenente gli stemmi di tutti gli Stati che hanno avuto deportati politici uccisi in questa tristemente
famosa località.
La scelta di Dachau, per la Cappella Votiva, è stata fatta poiché nel predetto luogo, nel 1933, venne istituito il primo
“Konzentrationslager” destinato agli internati politici. Seguirono, su quest’esempio, tutta la serie dei campi di
concentramento nei quali migliaia e migliaia di deportati vissero il loro tragico calvario, subendo umiliazioni, sevizie,
sterminio, com’è ampiamente documentato nel grande museo memoriale allestito dal Comitato Internazionale di
Dachau con il contributo dello Stato di Baviera.
Sul fondo del suddetto museo-memoriale, sono stati eretti tre templi ognuno per ogni fede religiosa, cattolica,
protestante ed ebraica. Quello cattolico ha la seguente dedica: “Alla memoria delle vittime del campo di concentramento
in espiazione dei crimini commessi in questi campi per insegnamento e avvertimento a tutti i visitatori per la pace fra
le classi e le razze per salvare l’onore della nostra nazione per l’unione di tutti i popoli”.
BUCHENWALD
tARgA commemoRAtivA
Più di 250.000 prigionieri entrarono attraverso il cancello del lager, su cui sovrastava la frase “Jedem das Seme”, Ad
ognuno il suo, che aveva il compito di spezzare subito il morale dei “nuovi martiri”. Circa 160.000 uomini lasciarono il
campo per il lavoro nelle aziende d’armamenti o per andare in altri campi. Per coloro che restavano e non veni vano
subito soppressi, iniziava un terribile calvario che terminava quasi sempre negli attivissimi forni crematori del campo.
Il giorno 11 aprile 1945 alle ore 15,15 il campo di Buchenwald fu liberato. I superstiti erano 210.
Oggi il suono cupo di un campanile che sovrasta tre enormi fosse comuni accompagna il visitatore nel pellegrinaggio
ai resti del campo. I deportati italiani a Buchenwald superarono le 1.300 unità, uomini, donne e bambini. In loro
ricordo, lungo “Strada delle nazioni”, un viale che collega le tre fosse comuni, sorge uno dei 18 monumenti sepolcrali,
dedicati a ciascuna nazionalità di deportarti.
Nel 1998, su espressa disposizione del Presidente della Repubblica Italiana, e con l’intervento coordinato e congiunto
del Consolato Generale d’Italia a Lipsia, del Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, delle massime
Autorità del and Turingia e della Direzione del Campo di concentramento di Buchenwald, è stata inaugurata, nel
predetto campo, una lapide con la seguente dedica: “In questo luogo hanno consumato il loro martirio per i valori di
umanità, di libertà e di Patria migliaia di italiani e insieme a loro la Principessa Mafalda di Savoia d’Assia”.

