Page 109 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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Europa CEntralE E oriEntalE 105
REPUBBLICA CECA
E
REPUBBLICA SLOVACCA
el corso della Prima guerra mondiale i soldati italiani, catturati dall’esercito Austro-Ungarico, erano trasferiti
nelle retrovie ed internati in lager. Molti prigionieri venivano inviati in lavori agricoli nelle varie aziende
N sparse nel territorio dell’ex Cecoslovacchia ove - per la scarsa nutrizione, i lavori pesanti e le epidemie - in
molti trovarono la morte. Per questo motivo, dopo la guerra, le sepolture dei nostri militari risultarono sparse in oltre
290 località tra Boemia, Moravia e Slovacchia. Complessivamente, nel corso della Grande Guerra i militari italiani
deceduti durante la prigionia nell’ex Cecoslovacchia ammontano ad oltre 7.560 unità.
Nel periodo fra il 1925 ed il 1933, a cura del Governo italiano, molte Spoglie furono sistemate in appositi cimiteri
autonomi o riquadri militari dislocati in molte località dell’ex Cecoslovacchia. Tra queste quelle che custodiscono il
relativo maggior numero di sepolture sono: Milovice, Samorin e Ostrava.
In questo terribile periodo, come in tutta l’Europa, anche nel territorio cecoslovacco sorsero diversi campi di
concentramento ove in migliaia, tra ebrei, prigionieri di guerra ed internati politici, trovarono la morte. Dei numerosi
nostri connazionali, deportati nei lager allestiti dai nazisti nell’ex Cecoslovacchia, oltre 670 finirono, in quei luoghi, la
Loro esistenza terrena.
Nel quinquennio dal 1993 al 1997 una Delegazione di questo Commissariato Generale, sulla base della documentazione
custodita nei propri archivi e con la fattiva collaborazione dell’Ufficio dell’Addetto Militare presso l’Ambasciata d’Italia
a Praga, ha provveduto ad effettuare le operazioni di ricerca, esumazione e rimpatrio delle Spoglie dei nostri Caduti
ancora sepolti in 130 località della Repubblica Ceca. Nel corso di tale attività sono stati esumati e rimpatriati i Resti
mortali di 300 nostri connazionali (novantatrè noti, 195 noti non identificabili e dodici ignoti), ed in dieci cimiteri
comunali sono state collocate altrettante lapidi commemorative del sacrificio dei nostri compatrioti. Purtroppo in
molti casi, a causa dell’estensione e dell’urbanizzazione delle aree cittadine o la completa alienazione di intere aree e
paesi a miniere a cielo aperto, non si è potuto far altro che constatare l’irreperibilità delle sepolture ricercate.
La cura di tali sacri luoghi è affidata all’Ambasciata d’Italia a Praga, che compie tale opera sotto le diretti ve tecniche
e mediante stanziamenti di fondi di volta in volta decisi dal Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra.

