Page 170 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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                          urante la Seconda guerra mondiale caddero in territorio tunisino 3.727 militari italiani. Essi persero la vita
                          partecipando ai combattimenti svoltisi in Tunisia nel 1943 nell’estremo tentativo delle forze italo-tedesche
               D di mantenere un ancoraggio che consentisse il più massiccio rimpatrio dei contingenti militari dislocati in
               quella regione.
               Le Spoglie dei Caduti italiani in Tunisia, sepolte inizialmente nei luoghi di morte, subirono la seguente sorte:
                  –  nel periodo dal 1944 al 1948, a cura del Governo francese, furono in gran parte trasferire in quattro cimiteri di
                   raccolta (Chebedda, Biserta, Tebouldou e Sidi el Hani);
                  –  nel 1959 vennero eseguite ulteriori operazioni di ricerca dei Caduti non recuperati nel periodo precedente. Alla
                   fine delle predette operazioni non fu possibile indviduare le Spoglie di 101 militari italiani;
                  –  infine, per ragioni di carattere politico, tecnico-amministrativo, tra cui l’istituzione della Repubblica della Tunisia,
                   il Governo italiano ritenne opportuno che i Resti mortali dei nostri Caduti fossero traslati in Italia. Infatti, lo stato
                   d’indipendenza acquisito dalla Tunisia aveva modificato sostanzialmente lo stato giuridico dei sedimi dei nostri
                   quattro sepolcreti.
               Le operazioni di riesumazione e di rimpatrio delle Spoglie vennero condotte, negli anni 1962-1963, da un’apposita
               delegazione del Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra. Dei 3.626 Resti mortali rimpatriati 1.011 sono
               stati consegnati alle famiglie, mentre 2.615 (nel 1967) sono state sistemate nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare
               di Bari.
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