Page 150 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878



              la sciabola-sega, oggetto a metà tra l’arma e l’attrezzo, era dotata di lama
              lunga 72 centimetri e larga quattro centimetri al tallone, diritta a facce pia-
              ne, con taglio anteriore e a sega posteriore – 68 denti a tagli contrapposti
              – punta arrotondata munita di foro nel quale andava passato la cosiddetta
              traversa formata da due manici di legno che si incastravano l’uno nell’al-
              tro, permettendo di usare l’arma come una comune sega.
                 L’impugnatura era in legno verniciato di nero col traforo per il codolo,
              rinforzata, nella sua sezione più stretta, da una fascia in lamiera d’ottone;
              alla sua base una ghiera a fascetta teneva fermo il tutto mentre nella parte
              superiore usciva il codolo della lama tenuto fermo da un bottone in ferro
              avvitato.
                 La crociera era in ottone a bracci lunghi terminanti con bottoni a ghian-
              da e con al centro due grosse alette di fermo al fodero che era in cuoio ver-
              niciato di nero con riparo interno in ferro a protezione della sega, cappa
              con gancio e puntale con grande cresta, entrambi in ottone.
                 Oltre alla scure ed alla sciabola-sega, i falegnami, come i loro colleghi
              della fanteria, avevano probabilmente a disposizione un attrezzo partico-
              lare, il succhio o trivella, un oggetto utilizzato per forare il legno dotato
              di lama in acciaio di forma tronco conica con il codolo fissato all’interno
              di un manico in legno dotato di ghiera in ottone; il fodero, a prescindere
              dalla sua forma tronco-conica, era identico a quello delle baionette, in
              cuoio annerito dotato di cappa e puntale con bottone in ottone e di gancio
              di cappa in ferro, forato per lasciar passare la cinghietta di fissaggio in
              cuoio annerito con fibbia cucita al fodero stesso.
                 L’arma da fuoco in dotazione ai falegnami era il caratteristico pistolone
              da falegnami di fanteria mod. 1845, simile all’analogo tipo di arma in do-
              tazione ai quattro reggimenti di cavalleria di linea, dotato di canna in ferro
              fucinato del calibro di 16,9 millimetri, esternamente quadra alla culatta e
              poi tonda, solcata internamente da otto righe strette e profonde a sezione
              triangolare, di bacchetta alloggiata nella cassa e di due magliette per la
              cinghia; l’arma era lunga 71 centimetri, pesava due chili e 300 grammi ed
              aveva i fornimenti – bocchino, fascetta, ponticello e magliette – in ottone
              ed il tappo in legno usato per proteggere la canna dalle infiltrazioni di
              polvere e pioggia ricoperto di felpa di lana cremisi.





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