Page 167 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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uniformi, distintivi, equipaggiamento, armamento e insegne



              l’altro, lungo 32 centimetri e mezzo posizionato sul fianco sinistro e cuci-
              to all’interno del cinturino.
                 Al centro di quest’ultimo pendaglio era fissato un occhiello al quale,
              mediante un bottone gemello in ottone fregiato all’esterno dallo scudo
              di Savoia coronato, si attaccava un gancio lungo sette centimetri, usato
              per agganciare l’anello superiore del fodero della sciabola; al disotto del
              gancio, per impedire che lo sfregamento rovinasse la stoffa dell’uniforme,
              veniva posto un pezzo di cuoio nero verniciato a forma di mandorla, lungo
              14 centimetri e mezzo, cucito all’interno del cinturino e fissato al penda-
              glio tramite un passante dello stesso cuoio cucito all’estremità inferiore.
                 In entrambe le estremità inferiori dei pendagli si aprivano due asole le
              quali, dopo aver infilato il capo dei pendagli nell’anello di un moschetto-
              ne, si abbottonavano insieme mediante un bottone gemello ornato dallo
              scudo ovale di Savoia; i due moschettoni – che servivano per l’aggancio
              del fodero della sciabola – ed i bottoni gemelli erano in metallo giallo.
                 Il cinturino di piccola tenuta, identico all’altro, era in cuoio nero verni-
              ciato, foderato con panno cremisi e trapuntato in seta dello stesso colore.
                 La sciabola in dotazione agli ufficiali era la stessa che aveva armato i
              pari grado del Real Navi fin dalla costituzione del Corpo nel 1821 e che
              era rimasta inalterata nel tempo a parte alcuni piccole modifiche.
                 L’arma, che somigliava molto a quella degli ufficiali dei bersaglieri,
              era provvista di lama lunga 77 centimetri e larga tre centimetri circa al
              tallone, leggermente curva, ad un solo filo, di sezione triangolare a facce
              sgusciate e dorso piatto con punta a due sgusci, mentre il fornimento era
              in ottone dorato con guardia a tre else, cappetta di tipo lungo interamente
              foggiata a delfino con il dorso lavorato a squame terminante con una testa
              di mostro marino; l’impugnatura era in ebano liscio suddivisa da sei sol-
              cature con cordellina in rame dorato all’interno.
                 Il fodero era in ferro forbito con due fascette ed altrettanti anelli o cam-
              panelle e puntale a due creste asimmetriche.
                 Le dragone, del che dal 1856 era divenuto unico per tutti gli ufficiali
              dell’Armata Sarda, erano costituite da un cordone doppio in oro, lungo 40
              centimetri e del diametro di sei millimetri, annodato quattro volte circa a
              metà lunghezza che terminava con una nappa a forma di pera, lunga tre
              centimetri e ricoperta di tessuto a zig-zag dorato, dalla quale, stretta da tre



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