Page 204 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878



              Cappotto
                 Gli stessi distintivi di categoria e di grado alle maniche prescritti sulla
              tunica per i sergenti e caporali tamburini e trombettieri, per i tamburini
              e trombettieri e per i soldati tamburini e trombettieri, ricamati su panno
              gris-bleutè.




                                Le uniFormi degLi uFFiciaLi


                 Il vestiario degli ufficiali era costituito dal kepy con pennacchietto,
              dal berretto, dalla tunica, dal panciotto, dalla cravatta, dai pantaloni e dal
              cappotto-soprabito.
                 Di seguito verranno descritti solo i capi di corredo di nuova adozione.

              Kepy

                 Il kepy degli ufficiali pur identico per forma e dimensioni a quello della
              truppa presentava alcune differenze nelle guarnizioni e più precisamente:
              -   lungo l’orlo inferiore del fusto era applicata una fascia in velluto di seta
                 nero alta 16 millimetri;
              -   lungo l’orlo superiore erano applicati i distintivi di grado;
              -   i tre cordoncini applicati verticalmente al fusto erano in oro del diame-
                 tro di due millimetri;
              -   il fregio era in metallo dorato a fuoco;  141
              -   la nappina era in lastra di metallo dorato a fuoco, alta quattro centimetri
                 e larga al centro tre centimetri e lavorata in modo da simulare dei giri
                 di filato;
              -   in occasione di grandi solennità veniva usata una nappina simile unita ad
                 un pennacchio di piume di airone di colore cremisi alto 14 centimetri.
                 Con il cattivo tempo il kepy veniva protetto da una fodera in tela di seta



              141 La doratura a fuoco o  doratura al mercurio era la tecnica usata all’epoca per la doratura dei
                 metalli, veniva effettuata spruzzando l’oggetto con acido nitrico e bagnandolo in un com-
                 posto di oro e mercurio, dopo di che si poneva l’oggetto in forno favorendo l’evaporazione
                 del mercurio in modo tale che l'oro rimaneva applicato sulla sua superficie. Il procedimento,
                 estremamente dannoso per la salute, permetteva però di conservare intatta, praticamente in
                 eterno, la doratura.


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