Page 216 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878



                   L’equiPaggiamento e L’armamento deLLa truPPa
                                      e dei sottuFFiciaLi


                 L’adozione  della  nuova  uniforme  non  comportò  alcuna  variazione
              nell’equipaggiamento della truppa e dei sottufficiali con la sola eccezione
              delle giberne mod. 1857 da bersaglieri che vennero leggermente modifi-
              cate abolendo la cassetta interna di zinco a due scomparti e sostituendola
              con una simile ma a scomparto unico in grado di contenere i cinque pacchi
              delle nuove cartucce per armi a retrocarica.
                 L’armamento, al contrario, venne profondamente modificato.
                 Già nel 1864 il Ministero della Guerra, alla ricerca di un’arma che
              risolvesse il problema della rapidità di tiro, aveva creato un’apposita com-
              missione incaricata di studiare ed esperimentare i sistemi d’armi portatili
              a retrocarica ma nel 1865 Augusto Albini brevettò un fucile dotato di
              otturatore sollevabile che veniva aperto con un movimento verso l’alto e
              verso l’imboccatura della canna, il che lo faceva sembrare il coperchio di
              una scatola tanto da essere chiamato anche fucile a tabacchiera; il pistone
              percussore, azionato dal cane dell’acciarino, passava per il vitone, pene-
              trava nel foro posteriore della culatta mobile e percuoteva lo stelo, che a
              sua volta batteva sull’innesco che in seguito all’esplosione del fulminante
              comunicava l’accensione alla carica.  142
                 L’Esercito e la R. Marina sembrarono però poco interessati al progetto
              tanto che l’Albini perfezionò la propria invenzione insieme al costruttore
              belga Brandlin, vincendo il primo premio nel concorso di Woolwich.
                 Fu a questo punto che la R. marina si interessò al nuovo sistema sot-
              toponendo al Consiglio d’Istruzione della Nave Scuola Cannonieri sia la
              questione in generale sia il modello presentato dall’Albini, che impiegava
              una cartuccia di carta velina e l’innesco a cappellozzo e che presentava
              il vantaggio di potersi caricare all’occorrenza anche dalla bocca con le
              vecchie munizioni ovviando così all’eventuale mancanza delle cartucce
              speciali necessarie per il caricamento dalla culatta; l’arma inoltre assicu-
              rava una notevole rapidità di tiro per l’epoca, la chiusura dell’otturatore


              142 Le cartucce venivano caricate singolarmente aprendo l'otturatore, inserendo la cartuccia nella
                 camera di caricamento, chiudendo l'otturatore e sparando; a quel punto, riaperto l'otturatore,
                 si rimuoveva il bossolo vuoto e si continuava.


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