Page 142 - Lanzarotto Malocello dall'Italia alle Canarie
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                  In breve, possiamo aggiungere che seguono la tesi del 1312 anche: Jo-
               aquin Blanco (Breve notizia historica de les islas Canarias, III Ediz 1957,
               pag.11); il testo “Conquista y colonizacion “Ed. Centro de la cultura po-
               pular Canaria, pag. 23, a cura di Josè Juan Suarez Acosta, Feliz Rodriguez
               Lorenzi e Carmelo Quintero Padron; nonché Demetrio Castro Alfin “Histo-
               ria de la islas Canarias”, Editoria Nacional Cultura y Sociedad (pag. 50);
               gli atti del Convegno tenuto dal 19 al 24 febbraio 2007 dell’Asociacion
               Viera y Clavijo “Estudio del Medio Natural y arquelogico en Lanzarote y
               archipelago Chinino” e lo studio della Fundacion Cesar Manrique “Majos,
               La primitiva poblacion de Lanzarote” a cura di Josè Cabrera Perez, Anto-
               nia Perera Betancor, Antonio Tejera Gaspar (pag. 30).
                  Il vetusto testo di Florentino Perez Embid “Los descubrimientos en el
               Atlantico y la rivalidad castellano – portoguesa hasta el tratado de Tor-
               desillas”, Sevilla 1948, nel riportare la data del 1312, aggiunge che Lan-
               zarotto avrebbe scoperto l’Isola non casualmente, mentre cercava i fra-
               telli Vivaldi, bensì perché avrebbe saputo dell’esistenza di “una qualche
               isola”da alcuni marinai di Cherebourg, i quali, investiti da una tempesta
               nell’Atlantico, furono dalla stessa trascinati fino alle coste della non an-
               cora scoperta Lanzarote e lì avrebbero trovato riparo, legname e strada di
               ritorno (pag. 60).
                  L’episodio  dei  marinai  di  Cherebourg  che  avrebbero  raccontato  a
               Lanzarotto  della  loro  deriva  fino  all’Isola  è  ripreso  poi  dal  Demetrio
               Castro Alfin nel suo Historia de las islas Canarias-De la preistoria al
               descubrimiento,Editora nacional Cultura y Sociedad (pag.51) nonché dal
               successivo testo di Francisco Pérez Saavedra “lanzarote, su istoria, su
               paisaje, sus gentes”, Centro de Cultura Popular Canaria Ed. , il quale (nel
               riportare la data del 1312) aggiunge quale fonte lo storico locale D. Josè
               de Viera y Clavijo, vissuto nel XVIII secolo, che scrive: “ celebre Lancelot
               Maloisel, y que de este personaje tomò la isla el nombre de Lanzarote” .
                  Merita invece un’analisi approfondita il testo di Maria Josè Vazquez de
               Parga y Chueca, intitolato “Redescubrimiento y conquista de las Afortuna-
               das”, Dece Calles 2003, poiché dedica un capitolo intero di diciotto pagine
               a Lanzarotto, aprendolo con la già citata (da parte nostra) carta dell’abate
               Paulmier dedicata a Francois Du Chesne, storiografo reale, scritta a Rouen
               il 19 aprile dell’anno 1659 e depositata presso la Biblioteca Nazionale di
               Parigi.
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