Page 150 - Lanzarotto Malocello dall'Italia alle Canarie
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                                              Proprio perché “la necessità aguzza l’in-
                                              gegno” furono proprio i Genovesi a rea-
                                                 lizzare degli strumenti di navigazione
                                                  che permettessero alle loro navi di
                                                    effettuare viaggi più lunghi e più
                                                     sicuri.
                                                         Anche in tal caso ci soccorre
                                                      il già citato Caddeo (le naviga-
                                                       zioni atlantiche, op. cit., 1928,
                                                       pag. 21), che riporta un aneddo-
                                                       to curioso che – però – tra le ri-
                                                      ghe ci fa comprendere l’impor-
                                                      tanza assunta dai genovesi nella
                                                     navigazione mediterranea e pre-
                                                    cisamente: il Re di Francia Luigi
                                                   IX il Santo nell’effettuare l’ultima
                                                 crociata della storia, nel 1270, aveva
                                               preso “in appalto” la flotta genovese per
                                            trasportare a Tunisi la sua armata ed – es-
          Il complicato dorso di        sendo scoppiata una grande tempesta che aveva
          un astrolabio. XVI secolo.  disperso la flotta – alla sua domanda sul dove si
                                 trovassero,  i  marinai  genovesi  risposero:  “verso  Ca-
               gliari”, mostrando al re una carta nautica.
                  Questo piccolo aneddoto ci permette di rilevare, in primis, che la ma-
               rineria genovese era così all’avanguardia da essere “affittata” addirittura
               da sovrani di nazioni estere per i propri scopi bellici ed, in secundis, che
               già nel 1270 i Genovesi possedevano delle carte nautiche, ovvero delle
               tavole che permettevano loro di sapere sempre dove si trovassero ed ove
               dirigersi.
                  A riprova della supremazia di Genova, possiamo menzionare che il Fer-
               ro (Le Americhe annunciate, a cura di Ilaria Luzzana Caraci, Ediz. Dia-
               basis, pag. 34) ricorda come la prima carta con data certa a noi pervenuta
               sia quella del 1311 di Pietro Vesconte “de Janua”, appartenente ad una
               famiglia notabile di Genova.
                  Non è questo il luogo per aprire un dibattito sulle diverse scuole carto-
               grafiche italiane, ma possiamo suggerire la lettura dell’interessante trattato
               “Intorno ai cartografi italiani”, Cornelio Desimoni, Roma 1877, che ripor-
               ta anche un interessante elenco dei cartografi genovesi.
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