Page 35 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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A SCUOLA SOTTO LE BOMBE
A BORDO DELLA SCILLA
enezia, 18 novembre 1921: una giornata iniziata L’eco positivo dei risultati di queste scuole sul mare
con un pallido sole. La linea dell’orizzonte era provocò un numero considerevole di istanze anche da
V offuscata dalle nuvole e come sempre le pratiche parte di persone della borghesia del tempo e di ufficiali
mattutine, dopo la colazione in coperta, impegnavano della stessa Regia Marina che valutavano positivamente
non poco i marinaretti di nave Scilla prima di andare a l’esperienza didattica e disciplinare a bordo delle “navi-
lezione a bordo. Una giornata come tutte le altre, ordi- asilo”. Una dimostrazione è la lettera inviata a Mamerto
naria, anche per Giovanni Todaro, matr. 61, 13 anni e Camuffo, direttore della Scilla, da un ufficiale di Marina
tanta voglia di vivere. Una giorno che né lui né i suoi che, notata la grande propensione alla vita di mare di un
compagni mai dimenticarono. Infatti, nel pomeriggio di ragazzo, inoltrò istanza perché venisse accettato a
quella grigia giornata, l’Arsenale di Venezia registrò un bordo. È quanto si evince dalla lettera di risposta da
fatto che poteva finire in tragedia. Una bambina di 7 parte del direttore Camuffo, il quale sottopose il caso al
anni sfuggita al controllo della madre e noncurante del Consiglio di Presidenza di Nave Scilla, ottenendo l’au-
pericolo tra un gioco e l’altro vicino a cime e bitte sci- torizzazione a una deroga del regolamento. Di una de-
volò nel canale con grande sgomento da parte della roga si trattò perché, come si legge dalla risposta del
madre. Il marinaretto Todaro, con coraggio e sangue direttore Camuffo, “il regolamento limita a 12 anni l’età
freddo, non esitò a tuffarsi in acqua completamente ve- massima per le ammissioni” così come “il fatto che il
stito, nel riello dell’Arsenale, per trarre in salvo la bam- ragazzo non è orfano”. Ora, sebbene l’ostacolo all’età
bina. Un episodio che, non solo finì sulle cronache poteva essere superato dalla propensione alla vita di
della Gazzetta di Venezia, ma che registrò un encomio
solenne da parte dell’ammiraglio Mottola, comandante
militare marittimo e della Piazza marittima di Venezia.
Una storia quella del marinaretto Todaro che si ag-
giunse ai numerosi atti di coraggio ad opera di ragazzi
educati e disciplinati a bordo delle “navi-asilo”. Da Ge-
nova, Bari, Napoli e Venezia non mancarono elogi ed
encomi per il comportamento che in mare e in terra
tennero questi giovani figli, molto spesso, di “N.N.”
(così venivano siglati all’anagrafe i trovatelli), oppure
orfani per via della guerra o figli di pescatori che il mare
aveva portato via. Storie che pian piano si fecero spa-
zio, soprattutto al termine del primo conflitto mon-
diale, nelle cronache dei giornali del tempo desiderose
di raccontare buone notizie in un’Italia che era costretta
a ricominciare dopo la Grande Guerra nonostante que-
st’ultima fosse stata vinta anche e soprattutto grazie al
grande contributo della Regia Marina, sapientemente
guidata dall’ammiraglio Paolo Thaòn di Revél. Ritaglio della Gazzetta di Venezia del 19-11-1921 in cui veniva
riportata la notizia dell’encomio nei confronti di Giovanni To-
daro, marinaretto di Nave Scilla

