Page 30 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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                   All’attività  fisica  e  formativa  veniva  abbinata  una  rando ad arte la gravità della ferita e le sofferenze del
                   “dieta” alimentare molto originale ben descritta su    ferito. Poi l’educatore descrisse al ragazzo le terribili
                   Nave Scilla in un calendario settimanale:              conseguenze che avrebbe potuto causare la percossa e
                                                                          gli bendò per mezz’ora gli occhi per fargli provare cosa
                                                                          stava provando il compagno. Liberato dalla fascia il ra-
                                                                          gazzo colpevole del pugno fu trovato col viso molle di
                                                                          pianto e da quel giorno e da quel suo pugno, l’ira nei
                                                                          confronti del compagno si tramutò in premura e be-
                                                                          nevolenza.
                                                                          Tra i tanti valori impartiti durante la permanenza a
                                                                          bordo di Nave Scilla anche il concetto di “fraternità”.
                                                                          L’importanza di aiutarsi l’uno con l’altro fu alla base
                                                                          dell’esperienza, in particolar modo a bordo di una nave.
                                                                          Il sentirsi “equipaggio” fu uno dei nodi fondamentali
                   L’attività fisica e la dieta alimentare sana contribuirono  su cui poggiò l’intera attività educativa a bordo di que-
                   a diminuire la percentuale degli allievi che facevano ri-  ste scuole galleggianti. La mutualità, la previdenza, la
                   corso alle cure mediche. Infatti dal “Giornale medico  cooperazione per il bene sociale, educando le nuove
                   di bordo” sempre per l’anno scolastico preso in consi-  generazioni a pensare bene, a volere il bene, ad operare
                   derazione, cioè quello relativo al 1911-1912, i marina-  per il bene, fu il principale deterrente per dare una ri-
                   retti  che  ebbero  bisogno  di  assistenza  medica  non  sposta ai mali dell’esistenza. L’esercizio dell’altruismo e
                   superò l’1 per cento. Di questi, la maggior parte che fe-  della bontà, del sacrificio, della generosità disinteres-
                   cero ricorso alle cure sanitarie furono coloro che eb-  sata, furono gli ingredienti per “formare” questi pic-
                   bero contusioni e traumi inevitabili.                  coli cooperatori del bene.
                   I risultati complessivi che possiamo trarre dall’attività  Il mare, la nave, l’educazione, il lavoro professionale,
                   didattica, dall’educazione fisica e dal regime alimentare  misurato, ritemprante, furono gli elementi che contri-
                   adottato si sposarono con i criteri che il professore  buirono a dare ai marinaretti uno slancio verso una vita
                   Levi-Morenos su Nave Scilla si propose come criteri-   in cui al centro di tutto c’era la solidarietà e il bene co-
                   direttiva: disciplina, responsabilità e libertà intendendo  mune.
                   con questo triplice concetto che gli allievi dovessero  Nave Scilla così come la Caracciolo furono case galleg-
                   essere veramente disciplinati per un’intima convin-    gianti  che  agli  orfanelli  e  agli  abbandonati  diedero
                   zione, che dovessero avvertire immediatamente le con-  un’ancora di salvezza strappandoli alla criminalità e ai
                   seguenze  dannose  delle  loro  eventuali  mancanze  e  vizi e dando loro, invece, un aiuto per conquistare un
                   fossero allevati con spirito di pronta, razionale inizia-  futuro migliore.
                   tiva, come a tutt’oggi impone la professione marittima.  I marinaretti non dimenticarono mai quelle “case” sul
                   Nel solo caso di rifiuto ingiustificato al lavoro, o di per-  mare e il viso dolce e materno di donne come la signora
                   cosse ai compagni (la violenza era il peggiore istinto  Elvira Levi-Morenos e Giulia Civita Franceschi, con le
                   contro il quale, in quasi tutti i ragazzi dell’Asilo, Levi-  loro carezze e il loro modo di farli sentire accuditi e in
                   Morenos, si trovò a dover lottare) veniva sospeso il ran-  famiglia.
                   cio finché il lavoro non fosse compiuto, o il colpevole
                   non avesse dimostrato un sincero pentimento del male   GIULIA CIVITA FRANCESCHI
                   commesso.  Nessun  altro  castigo  materiale  e,  tanto  E GLI “SCUGNIZZI” DI NAVE CARACCIOLO
                   meno, corporale.
                   Al riguardo molto interessante è l’episodio di un ra-  Un’altra imbarcazione ceduta dalla Regia Marina agli
                   gazzo che diede un pugno ad un occhio a un compa-      stessi scopi pedagogici fu nave Caracciolo, ex Brillante, una
                   gno in un impeto d’ira. Ebbene, il colpevole venne     pirocorvetta a elica condotta a Napoli nel 1911 la cui
                   fatto assistere alla medicazione della vittima, esage-  vicenda portò la città partenopea al centro dell’interesse
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