Page 94 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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Ognuno di questi piccoli aveva alle spalle pietosissime taggio del Comandante il fuochista Mainardi, il quale
storie di miseria e abbandono. Per lo più orfani di pe- nell’avvicinarsi alla torpediniera non era più in condi-
scatori naufragati tragicamente o di operai delle indu- zione di prestarle valido aiuto. (Adriatico, 18 luglio
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strie marittime (carpentieri, calafati , lavoratori di 1915)”.
porto, ecc.) morti per infortuni sul lavoro, i “marina- Le carte e i vari documenti del 1915, in particolare ci re-
retti” venivano da famiglie con prole numerosa, madri stituiscono poi l’esperienza di tre minorenni della Ca-
vedove e senza pensione. Sulla Caracciolo molti dei ri- racciolo. Il primo è l’allievo D’Amico che dopo la licenza
coverati erano anche “scugnizzi”, bambini napoletani da “marinaretto” fu imbarcato come mozzo sulla nave
senza famiglia che vivevano nelle strade a contatto con Verona della Navigazione Generale Italiana. Il secondo
la malavita, e quindi ad alto rischio di diventare a loro è l’allievo Benfacenti; il terzo l’allievo Giovinetti, en-
volta delinquenti e criminali. Sulle navi-asilo, tutti que- trambi assunti sulla nave Ancona della “Società di Na-
sti fanciulli ebbero la possibilità di riscattarsi social- vigazione a Vapore Italia”. Proprio questi ultimi due
mente attraverso lo studio e il lavoro. durante la loro prima navigazione rimasero vittime del-
L’impegno dell’Opera Nazionale di Patronato per le Navi l’affondamento del bastimento da parte di un som-
Asilo, però, non si fermò all’attività di ricovero, ma si mergibile austriaco. Momenti di paura, sgomento e
prese cura anche del delicato compito di collocare gli grave pericolo per la vita, rimasta salva solo grazie al-
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orfani licenziati che ultimavano il percorso formativo e l’abilità nel nuoto acquisita a bordo delle navi-asilo .
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addestrativo sulle navi. Così numerosi allievi dello Dopo la tragica avventura, ancora una volta per inte-
Scilla 76 transitarono nella Marina mercantile dando ressamento dell’Opera, entrambi furono prontamente
prova di alta professionalità, e tanti diventarono vo- ricollocati: Benfacenti, inizialmente fu destinato a una
lontari nella Regia Marina meritando riconoscimenti e piccola impresa marittima portuale di Napoli e succes-
promozioni. Fra di loro spicca un ex allievo dello Scilla sivamente sul piroscafo Isabeau delle Ferrovie di Stato;
che in qualità di fuochista ordinario nella Regia Marina mentre Giovinetti, più ingegnoso e maturo, si classi-
ricevette un encomio solenne dal Ministro della Marina ficò primo al concorso per l’ammissione nella Regia
con la seguente motivazione: “in occasione del silura- Scuola Mozzi Specialisti.
mento della R. Nave Garibaldi ha sostituito nel salva-
(74) Operaio addetto al calafataggio delle navi. Nelle costruzioni
navali, operazione mediante la quale si rende stagna la giun-
zione fra due elementi di legno, come le tavole di un ponte
(lo scopo allora si ottiene cacciando a forza nell’interstizio
stoppa e catrame), ovvero tra elementi di ferro inchiodati,
come le lamiere del fasciame esterno (in questo caso si suole
rincalcare, mediante apposito utensile, il labbro della lamiera
sovrapposta contro la superficie di quella sottoposta). Più in
generale, è l’operazione con la quale si rende stagna una qual-
siasi giunzione o una commessura tra due lamiere, o tubi, o
altri pezzi metallici. (www.treccani.it) (77) Gli esercizi di nuoto avevano importanza primaria a bordo
(75) Fornire il corredo e trovare un adeguato impiego a bordo. delle Navi Asilo, come confermato dallo stesso prof. David
(76) La più anziana delle due Navi Asilo esistenti nel 1915. Levi Morenos che si prodigò sempre in tal senso.

