Page 605 - Attacchi alle basi 1940-1943
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Conclusioni                                                  cosiddetto “effetto sorpresa” che sfruttava una mancanza italiana: il
                                                                        radar. Detta sorpresa, però, non ci fu. Infatti nella relazione derivata
                                                                        dai rapporti delle Unità dipendenti della 1ͣ Squadra del 25 novembre
           Un caso particolare: “ Operation Judgement” – La Notte di Taranto   1940 che l’ammiraglio del Comando in Capo della 1ͣ Squadra Inigo
                                                                        Campioni inviò a Supermarina con lettera protocollata n. 0330 – SRP.
           Parte  della  lunga  operazione  nel  Mediterraneo  della  Mediterranean   si legge:
           fleet brittannica, l’ “Operation Judgement” – passata alla storiografia
           italiana come la “Notte di Taranto” – si inserisce nella più complessa e
           organica strategia di difesa del Mediterraneo elaborata dall’Ammiraglio   “Da  molti  giorni,  o  precisamente  da  quando  si  era  delineata  la
           Cunningham volta a garantire rifornimenti a Malta, indispensabile per   possibilità di una nostra azione in Grecia, era stata intensificata la
           le operazioni offensive, e a interrompere i collegamenti dei convogli   vigilanza  specialmente  notturna  ed  all’alba  […].  Già  da  parecchio
           dell’Asse  con  l’Africa  settentrionale  (Libia),  l’Albania,  la  Grecia   tempo  Taranto  era  oggetto  della  visita  notturna,  e  specialmente
           e il Dodecaneso. Cunningham intuì che per poter assolvere a questi   diurna, di aerei nemici. Questa persistenza poteva far prevedere, oltre
           compiti bisognava neutralizzare (e distruggere) la flotta italiana nella   che attività navale speciale del nemico (come si è verificata), anche
           sua principale Base operativa: Taranto.                      attacchi aerei intensi […]”. 199
           Il porto di Taranto, situato nel Golfo omonimo, a circa 350 miglia da
           Malta – e dunque convenientemente vicino agli inglesi – rappresentò
           per  la  sua  posizione  geografica  un  elemento  chiave  per  la  marina   Quanto  detto  dall’ammiraglio  Campioni  venne  già  affermato  pochi
           italiana durante tutta la durata del conflitto.              giorni prima anche nella relazione – anch’essa derivata dai rapporti
                                                                        delle Unità dipendenti – che l’ammiraglio Angelo Iachino, Comandante
           Il  suo  valore,  inoltre,  fu  rafforzato  anche  dalla  geomorfologia  del
           golfo  che  lo  rendeva  particolarmente  “sicuro”.  Il  «Mar  Piccolo»,   in Capo della 2ͣ Squadra, inviò  a Supermarina il 13 novembre 1940 con
                                                                        lettera protocollata n. 813 – SRP:
           completamente senza sbocco sul mare ad eccezion fatta di un piccolo
           canale che permetteva il passaggio solo a navi di dimensioni inferiori,
           con  le  sue  piccole  dimensioni  e  bassi  fondali  proteggeva  le  navi  di   “[…]  L’attacco  aerosilurante,  preceduto  nei  giorni  precedenti  da
           superficie  al  suo  interno,  al  sicuro  dagli  attacchi  siluranti.    Il  «Mar   frequenti osservazioni eseguite da parte di aerei esplorazione, è stato
           Grande»,  con  il  suo  porto  esterno  aperto  a  ponente,  era  protetto   ben organizzato e condotto con precisione e ardire da parte del nemico
           dall’attacco superficiale da lunghi frangiflutti.            […]” .
                                                                            200
           Nel mese di ottobre  1940 , tuttavia,  la  situazione  strategica del
           Mediterraneo  venne a mutare  con l’attacco  dell’Italia  alla  Grecia.
           La  guerra  italo-greca  poneva  all’Inghilterra  l’obbligo,  oltre  che  al    e ancora ribadito in un rapporto inviato a Supermarina:
           rifornimento di materiali, truppe ed aerei, di proteggere i suoi alleati
           da eventuali uscite in forza della Regia Marina italiana da Taranto .
                                                                198
                                                                        “Era  nota  la  presenza  in  mare  di  unità  navali  nemiche  durante  la
           Fu proprio per alleggerire suddetti oneri che l’ammiraglio Cunningham   giornata dell’11 novembre 1940. Le navi delle due squadre italiane
           ordinò l’accelerazione dei preparativi di quell’attacco aereo che ebbe la   concentrate a Taranto erano restate per tutta la giornata stessa e sino
           sua genesi nel 1935, dopo l’invasione italiana dell’Abissinia, e ripreso   al tramonto in stato di approntamento, per uscire in mare nel caso si
           nel 1938 quando il capitano Arthur L. St. George Lyster prese il comando   fosse presentata la opportunità di azione favorevole nel pomeriggio;
           dell’unica portaerei britannica in Mediterraneo, il Glorious. Nel 1940 il   un aereo ricognitore nemico aveva sorvolato la Piazza e la sua vista
           piano venne inviato, aggiornato, a Cunningham ad Alessandria.  era stata interpretata come una misura di sicurezza per accertare che
           La missione prevedeva un attacco al porto al chiaro di luna con aerei   le forze navali italiane non fossero in mare. […]” 201
           e  siluri  che  avrebbero  attaccato  le  corazzate  ormeggiate  nel  porto
           (esterno)  mentre  i  bombardieri  avrebbero  sparato  alle  navi  e  alle
           installazioni nel bacino interno.                            Così, alla data dell’11 novembre 1940 la flotta italiana, divisa in due
                                                                               202
                                                                                                        203
                                                                        Squadre   con  Comandi  indipendenti ,  si  trovava  riunita  in  Mar
           L’attacco, da ovest verso l’innalzamento della luna, sarebbe stato quindi   Grande e in Mar Piccolo .
                                                                                            204
           fortemente  dipendente  dalla  fase  lunare.  L’elemento  che  più  di  altri
           avrebbe dovuto determinare la riuscita dell’attacco, però, si trovava nel   Oltre alle Unità delle due Squadre erano presenti, tra gli ormeggi in
           198.  A. Iachino, Tramonto di una grande marina, Verona, Mondadori, 1959, pp. 224-228;
           199.  Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare (da ora AUSMM), fondo Attacchi alle Basi, b. 1, fasc. 9.2.4;
           200.  AUSMM, Ivi, fasc. 9.2.9;
           201.  AUSMM, Ivi, fasc. 9.2.4;
           202.  Per conoscere le Unità della 1ͣ e della 2ͣ Squadra presenti a Taranto nella notte tra l’11 ed il 12 novembre 1940, si veda: AUSMM, Ivi, b. 1, fasc. 9.2.4;
           203.  Per l’evoluzione dei Comandi Navali, si veda: G. Fioravanzo, L’organizzazione della Marina durante il conflitto. Tomo II. Evoluzione organica dal 10 giugno
           1940 all’8 settembre 1943, (La Marina italiana nella Seconda guerra mondiale, XXIb) Roma, Ufficio storico della Marina militare (da ora USMM), 1975, pp. 33-47,
           in part. alla data dell’incursione aerea su Taranto pp. 34-35; in generale sui Comandi Navali, cfr. G. Fioravanzo, L’organizzazione della Marina durante il conflitto.
           Tomo I. Efficienza all’apertura delle ostilità, (La Marina italiana nella Seconda guerra mondiale, XXIa) Roma, USMM, 1972, pp. 63-65;
           204.  In Mar Grande: Vittorio Veneto, Littorio, Cavour, Giulio Cesare, Caio Duilio e Andrea Doria (corazzate); Zara, Fiume e Gorizia (incrociatori); Folgore, Ba-
           leno, Fulmine, Lampo, Alfieri, Gioberti, Carducci, Oriani (cacciatorpediniere). In Mar Piccolo: Trieste, Bolzano, Pola, Trento, Garibaldi e Abruzzi (incrociatori);
           Granatiere, Alpino, Bersagliere, Fuciliere, Freccia, Strale, Dardo, Saetta, Maestrale, Libeccio, Grecale, Scirocco, Camicia Nera, Geniere, Lanciere, Carabiniere,
           Corazziere, Ascari, Da Recco, Usodimare e Passegno (cacciatorpediniere);


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