Page 609 - Attacchi alle basi 1940-1943
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di non farlo ed a mio parere, ha fatto bene perché, date le provenienze chiede che cosa sia accaduto e come sia accaduto. Rispondere a queste
degli aerei, le navi avrebbero finito per illuminarsi reciprocamente e due domande significa fare storia scientifica.
reciprocamente accecare le proprie vedette […]. L’accurato metodo conoscitivo posto alla base dell’inventariazione ha
La questione delle protezioni retali merita di essere messa in chiaro favorito il naturale emergere di innumerevoli spunti interpretativi propri
[…]. di questo tipo di indagine, valicando la mera demarcazione cronologica
Quando sono andato ad assumere il Comando del Dipartimento le che, seppur giusta e appurata, non soddisfa appieno gli interrogativi
che la storiografia, specie quella contemporanea, pone in essere .
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ostruzioni retali erano già messe a posto secondo un piano concretato
di comune accordo con il Ministero. Il Mar Grande era diviso in Infatti, le ricerche storiche su base archivistica hanno arricchito
due zone: la zona di levante […] destinata alle grandi Unità, quella e approfondito notevolmente le nostre conoscenze sul passato e
di ponente […] agli Incrociatori e naviglio ausiliario […]. Dopo rappresentano un fondamento insostituibile del nostro sapere storico.
gli attacchi di aereo-siluranti avvenuti a Tobruch ed Augusta […] Giunti oggi ad una visione più complessa riconosciamo, dunque, che
aveva sostenuto che l’unico sistema per dare alle Navi una efficiente le fonti archivistiche – come tutte le fonti – devono essere verificate
protezione retale […] era quello di costruire dei veri box entro i quali ed interpretate in maniera critica; nondimeno le circostanze della loro
le singole unità navali potessero rimanere solidamente ormeggiate di produzione e rielaborazione conferiscono a questo genere di fonti una
poppa e di prora […]. Ad ogni modo le conclusioni logiche alle quali qualità particolare di evidenza e di testimonianza che le colloca tra i
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si dovrebbe giungere […] sono le seguenti: 1°) – […] l’unico sistema materiali privilegiati in ambito storiografico.
di difesa passiva da adottare doveva essere quello dei box […]. 2°)
– Il nuovo piano, voluto dal Comando in Capo Squadra ed in via di La consapevolezza sviluppata dagli storici riguardo all’importanza
degli archivi nell’ambito delle loro ricerche ricorda che la crescita
attuazione alla data dell’11 Novembre, non avrebbe risolto il problema;
[…] date le distanze minime alle quali i lanci effettivamente sono stati «quantitativa» del sapere, tipica della storiografia positivista, non
comporta un incremento nell’ambito di una comprensione approfondita
eseguiti e dato che i siluri erano regolati per immersioni maggiori di
metri dieci, superiori cioè all’altezza delle reti. 3°) – Anche qualora il del processo storico in generale. È nell’intreccio tra riflessione
metodologica, principi e metodi archivistici che nuove interpretazioni
Comando Squadra avesse scelto come nuovo piano di difesa retale […]
i box […] nulla poteva essere eseguito per la data dell’11 novembre si fanno strada. Ed è proprio a tal riguardo che il lungo tempo dedicato
alla descrzione del fondo e, soprattutto, il conseguente mezzo di corredo
[…].
che ne è derivato ha favorito un impianto di presentazione che si
Le norme relative al coordinamento della Difesa antiaerea della Base e proietta verso nuove riflessioni e interpretazioni in stretta connessione
delle due Squadre Navali, per il caso del tiro antiaereo notturno, erano con l’ulteriore documentazione presente in archivio. Dunque per sua
molto semplici e non richiedevano particolari esercitazioni […]. natura e struttura, il fondo, miscellaneo, è strettamente legato con fondi
I siluri inglesi, rinvenuti in seguito sulla spiaggia e sul fondo nella tematici più «malleabili» e più facilmente fruibili. Ciò premesso, in
conclusione del lavoro tecnico archivistico (obiettivo di questo lavoro
zona di ponente del Mar Grande, hanno dimostrato che attacchi aereo-
siluranti si soni effettuati anche contro le navi minori […] sarebbe di tesi), si è individuato, partendo dal caso esemplificativo della Notte
di Taranto e dalle relazioni succitate, un inedito spunto di riflessione
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stato opportuno evitare l’ammassamento, in un ancoraggio così
ristretto e per un periodo di tempo tanto lungo, di tutte le navi delle che pone nuovi interrogativi e traccia un nuovo solco di studio volto a
comprendere, attraverso lo studio dei Piani di difesa dal 1935 al 1941,
due squadre, soprattutto sapendo che da parecchi giorni quasi tutte le
mattine apparecchi da ricognizione nemici erano comparsi sul cielo di le disposioni al momento dell’attacco e quanto conseguentemente sia
mutato dopo lo stesso. Per l’avvio di una nuova e avvincente ricerca si
Taranto». 215
è individuato il fondo MARISTAT – M. D. S. (Mobilitazione, difesa e
L’azione – continua Pasetti – si sarebbe potuta arrestare con ostruzioni servizi) ed in particolare la serie C1 “Piani di difesa” [Organizzazione
retali, con doppio o triplo ordine, intorno ad ogni nave. Dunque, a suo delle basi e dei servizi], buste 25, 26, 27, 29, 30.
avviso, le manchevolezze indicate nel promemoria che Supermarina
mandò a Mussolini non poterono essere state la causa dell’andamento
dell’attacco. Il Duce, tuttavia, nonostante la valutazione critica
riportatagli, con importanti riferimenti che analizzavano il significato
strategico dell’attacco, non capì la portata dell’azione – anche in vista
delle possibilità operative della flotta italiana – e non ne comprese la
gravità. Il conte Ciano, infatti sul suo diario, alla data del 12 novembre,
scrisse: «credevo [di] trovare il Duce abbattuto. Invece ha incassato
bene il colpo e quasi sembra, in questi primi momenti, non avere
valutata tutta la gravità […]» .
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Di solito lo storico risponde a più domande. Lo storico, infatti, si
214. Proposto al Comando in Capo Squadra fu poi respinto con motivazioni illustrate da quest’ultimo a Marina Taranto con il foglio n. 9879 del 26 settembre 1940;
215. AUSMM, Ivi, fasc. 9.2.7;
216. G. Ciano, Diario, Rizzoli, 1946, vol. I, p. 322;
217. A proposito, il professor Francesco Benigno afferma: «[…] Siamo stati spettatori, negli ultimi decenni, di un passaggio epocale: dall’idea di uno sviluppo
senza aggettivi, illimitato e teoricamente infinito, si è gradualmente passati ad una concezione, quella attuale, molto più cauta e circospetta, preoccupata delle con-
dizioni in cui ha luogo, dei costi che impone, dei rischi che comporta. Si è affermata inoltre una visione più interessata alla dimensione della qualità che a quella,
tradizionale, della quantità […]», F. Benigno, Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia, Roma, Viella, 2013, p. 13.
218. Cfr. A. N. Caravaggio, The attack at Taranto. Tactical Success, Operational Failure, in «Naval War College Review», vol. 59, n. 3, 2006. Impossibile, in questa
sede, rendere conto della poderosa produzione sull’ “Operation Judgement”.
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