Page 607 - Attacchi alle basi 1940-1943
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           rada e quelli in banchina, numerosi sommergibili e M. A. S.  nonché   Non era stata ancora ultimata […] la sistemazione delle reti secondo
           Unità  ausiliarie  quali  cisterne  di  nafta,  navi  officine,  navi  traghetto,   le disposizioni impartite e che prevedevano il frazionamento in piccole
           rimorchiatori,  pescherecci  e  piroscafi  mercantili  di  piccolo  e  medio   zone dello specchio d’acqua occupato dalle navi […]. Si deve tuttavia
           tonnellaggio. 206                                            osservare che, dato l’insospettato impiego degli acciarini magnetici
                                                                        e  della  regolazione  dei  siluri  a  metri  10.60,  l’efficacia  del  sistema
                                                                        protettivo delle reti, che raggiungono la profondità di metri 10, sarebbe
           Ormeggi di guerra in Mar Grande                              stata probabilmente frustrata.

           In  una  condizione  metereologica  particolarmente  favorevole  per  i
           nemici – [con] «calma di vento, luna alta (sorta alle ore 15:45) [e]   È anche da osservare che il coordinamento della difesa attiva antiaerea
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           cielo sereno»  – il Comando D. I. C. A. T. diede il primo allarme aereo   della  Base  e  delle  Squadre  navali  non  erano  stato  messo  (sic!)
           della durata di quaranta minuti alle 20:07 per aerei sospetti provenienti   perfettamente a punto mediante appropriate esercitazioni.
           dalla costa sud-orientale del Golfo che sorvolarono la Piazza di Taranto
           dirigendosi poi verso Bari e Brindisi; si trattò, come si è visto, di un
           giro di ricognizione.                                        Il concentramento delle navi a Taranto era direttamente dipendente
           Dopo  il  primo  allarme  ne  seguirono  altri  due:  uno  alle  21:05  per   dalla situazione strategica del momento  e dalle necessità operative.
                                                                                                        211
           aerei diretti verso Taranto segnalati da Santa Maria di Leuca e l’altro   Fra  l’altro,  il  giorno  seguente  le  due  Squadre  avrebbero  lasciato
           alle  22:50  per  rumori  di  aerei  in  avvicinamento .  Alle  23:00  gli   Taranto per eseguire una azione di bombardamento contro la Base di
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           aerei  nemici,  avvicinatisi  sulla  congiungente  San Vito  –  Chiapparo,   Suda. […] il concentramento […] non ha certo influito sui risultati
           lanciarono artifizi luminosi (bengala) su quest’ultima illuminando lo   conseguiti dagli aerei siluranti nemici che hanno evidentemente diretto
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           specchio d’acqua dove erano ormeggiate le navi della 1 Squadra: fu   contro pochi determinati bersagli (navi maggiori) mentre il complesso
           l’inizio della Notte di Taranto .                            navale ha certamente contribuito ad aumentare l’efficacia del tiro di
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                                                                        sbarramento». 212
           Con la lettera n. 4032 – Op. del 23 novembre 1940 il Capo di Stato
           Maggiore  Generale  Pietro  Badoglio  chiese  al  Capo  dello  Stato
           Maggiore della R. Marina Domenico Cavagnari di rimettere un
           dettagliato rapporto sull’azione aereo-silurante eseguita dagli inglesi   A chiarimento di tali considerazioni, l’ammiraglio di Divisione Antonio
                                                                        Pasetti, comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo Jonio
           nel porto di Taranto la notte tra l’11 e il 12 novembre 1940 .
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                                                                        e Basso Adriatico (Taranto), ritenne opportuno modificare parzialmente
           In risposta e in riferimento alle succitata lettera, il neo Capo di Stato   le  conclusioni  elaborate  nel  pro-memoria  con  un  documento  che
           Maggiore della R. Marina Arturo Riccardi – sostituito a Cavagnari l’8   presentò all’ammiraglio Arturo Riccardi alla fine del 1940. 213
           dicembre 1940 – con dispaccio protocollato n. 13 S. R. P. del 1 gennaio   Dividendo  in  cinque  punti  le  conclusioni  rispose  singolarmente  ad
           1941 inviò a STAMAGE il rapporto (pro-memoria) che Supermarina   ognuna:
           presentò al Duce sull’azione inglese a Taranto.
           Suddetto  rapporto,  dopo  un’esposizione  cronologica  delle  varie  fasi
           dell’attacco, giunse alle seguenti conclusioni:              «In seguito alle indagini e agli accertamenti fatti nei giorni successivi,
                                                                        il  numero  degli  apparecchi  abbattuti  è  risultato  maggiore.  In  Mar
                                                                        Grande sono stati  pescati  tre  apparecchi;  altri  quattro sono stati
           «Il fuoco antiaereo è stato sempre molto intenso ed ha conseguito il   sicuramente avvistati mentre cadevano in fiamme […].
           risultato di abbattere apparecchi. Si deve ritenere che esso sia stato   Circa  l’impiego  di  proiettori  come  mezzo  accecante  […]  era  stato
           ben condotto; non è stato però sufficiente ad arrestare tempestivamente   stabilito che i proiettori venissero accesi e puntati ai piccoli angoli di
           gli attaccanti sia per la loro risolutezza, sia per il metodo di attacco   sito e nella direzione di presenza dei rumori quando […] la D. I. C.
           concomitante.
                                                                        A. T. avesse avuto la certezza che si era in atto un attacco di aereo-
                                                                        siluranti; le navi poi dovessero accendere i proiettori quando avessero
           È  mancato  l’impiego  dei  proiettori  […].  L’impiego  era  anche  stato   avuto la possibilità di puntarli […]. […] data la forma di attacco […]
                                                                        la D. I. C. A. T. non ha avuto la possibilità di applicare le norme […].
           accuratamente studiato nei suoi particolari […]. L’ordine di accensione
           avrebbe dovuto essere dato alla D. I. C. A. T. che lo ha inesplicabilmente   È da tener presente che anche il Comando di Squadra che […] aveva,
                                                                        meglio che il Comando D. I. C. A. T., la possibilità di giudicare sulla
           omesso.
                                                                        convenienza o meno di accendere i proiettori, ha ritenuto opportuno


           205.  A tal riguardo, si veda: E. Bagnasco, M. A. S. e mezzi d’assalto di superficie italiani, Roma, USMM, 1996 ;
                                                                                           3
           206.  AUSMM, Attacchi alle Basi , Ivi, fasc. 9.1;
           207.  AUSMM, Ivi, f. 9.2.9;
           208.  AUSMM, Ivi, f. 9.2.4;
           209.  A tal riguardo, cfr. B. B. Schofield,  La notte di Taranto, 1974, Milano, Mursia (ed. it. di The Attack on Taranto, 1973, Shepperton, Ian Allan Ltd);
           210.  AUSMM, Ivi, fasc. 9.2.7;
           211.  A tal riguardo, si veda: G. Fioravanzo, La difesa del traffico con l’Albania, la Grecia e l’Egeo, (La Marina italiana nella Seconda guerra mondiale, IX), Ivi, pp.
           29-57. Per una panoramica dettagliata sulle azioni in Mediterraneo, cfr.: G. Fioravanzo, Le azioni navali in Mediterraneo. Dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941,
           (La Marina italiana nella Seconda guerra mondiale, IV), Ivi;
           212.  AUSMM, Ivi, fasc. 9.2.7;
           213.  Ibidem;


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