Page 271 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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III Sessione: L’ASSISTENZA SANITARIA                                       271


             La nostra dottoressa presenta un’uniforme costituita da copricapo e gonna ap-
          parentemente dello stesso tessuto col quale è confezionata la giubba. Questa ha
          l’abbottonatura maschile ma è evidentemente stata attagliata alla conformazione
          femminile. Parrebbe, come pure quelle dei colleghi maschi, una delle varianti pre-
          scritte nell’autunno del 1915.
             Mi iscrivo al forum e inizio a cercare e chiedere: le risposte che arrivano più fre-
          quenti sono “impossibile”, “è vestita da carnevale”, “non esistono donne medico
          nella CRI”, “all’epoca le donne non portavano le Stellette”...
             Questo atteggiamento non può che risvegliare il desiderio di scoprire l’origine di
          quella uniforme indossata, peraltro, con stile da ufficiale. Inizio a scrivere, oltre che sul
          forum Miles, anche all’Ordine dei Medici di Trapani, che mi elargirà una scheda piena
          di dati. Da questi dati parte la ricerca dei familiari, per fortuna il Presidente regionale
          della CRI siciliana riesce a mettermi in contatto con loro. Approfitto di una vacanza in
          Sicilia per andarli a visitare e in un giardino ombroso trovo lo “Zio Enzo” attorniato
          da una quantità di signore (tutte nipoti e tutte di nome Rosa o Anna). Oltre a caffè, e
          torta col gelo di melone, mi porgono una cartellina piena di fotocopie di documenti e
          fotografie della grande nonna: per l’occasione le due parti della famiglia hanno messo
          in comune tutto il materiale conservato per darlo alla estranea super partes.
             Per prima la Laurea in medicina conseguita il 05/04/1916 presso l’Università di
          Palermo, dopo essere stata ammessa, a seguito di ricorso, alla sessione anticipata a
          causa della guerra pur essendo “non uomo pronto per andare al fronte”. Interessante
          è notare che il diploma è stampato al maschile e corretto dal pennino di un solerte
          scrivano che lo gira al femminile. Subito si mette a disposizione della Croce Rossa e
          il 29 aprile 1916 viene firmata la sua nomina, iscritta col numero 40 di matricola, nel
          Ruolo Speciale del Personale direttivo della Croce Rossa nella qualità di “medico assi-
          stente pel servizio degli ospedali territoriali”. Per questa disponibilità, riceverà diversi
          riconoscimenti come la Medaglia a Ricordo della Guerra Europea concessa a “Dado
          Dottoressa Anna” “assimilata Sottotenente Medico”.
             Più avanti si parlerà con più cura del termine “assimilata” per precisare che si
          parla del grado e non della donna, e che anche i medici maschi della Croce Rossa
          saranno “assimilati” ai gradi della Sanità Militare per il periodo in cui presteranno la
          loro opera.
             Viene arruolata in CRI, come da prassi, per il servizio negli Ospedali territoriali
          e specificatamente per l’Ospedale n. 44 di Palermo. Successivamente riceverà la de-
          termina che autorizza la “Dottoressa Anna Dado, assimilata Sottotenente Medico”, a








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