Page 268 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE: 268
Matricola n. 22 – Roma - LOLLINI CLELIA – arruolata il 01/07/1915,
(Roma, 1º maggio 1890 – Tripoli, 24 novembre 1963), ultimogenita di Vittorio
Lollini, avvocato e deputato socialista e di Elisa Lollini Agnini, femminista e gior-
nalista. Nel 1914 si laurea in medicina, nel 1919 partecipa al Congresso Medical
Women’s International Association «Dr. Clelia Lollini, of Rome, represents her
country. She is small, vivacious and young.» e poi fonda la Associazione Donne
Medico in Italia.
Dalla nipote Silvia Mori, che le dedica un libro “La dama del quintetto” edito da
Luciana Tufani Editrice di Ferrara, apprendo che : “Scelse quindi di arruolarsi e venne
subito inviata come tenente medico al San Giovanni e Paolo, l’ospedale militare di Ve-
nezia. Fu un fatto assolutamente inusuale; c’erano infermiere, crocerossine, qualche
dottoressa ma chirurghi al femminile, ufficiali medici per giunta, non si erano ancora
visti. Per Clelia i 13 mesi trascorsi a Venezia (dall’ottobre 1917 al novembre 1918)
furono faticosi ma entusiasmanti sotto il profilo umano e professionale; l’esperienza
accumulata fu enorme, il numero di interventi eseguiti molto superiore all’ordinaria
routine ospedaliera.”
Nei decenni successivi continuò nel suo lavoro di tisiologa. Dal 1930 al 1938 di-
resse il Consorzio Antitubercolare di Massa, per poi trasferirsi in Libia, allora colonia
italiana, dove organizzò il dispensario antitubercolare di Tripoli; l’arabo divenne così
la sua quinta lingua.
“Per più di un ventennio si dedicò alla cura delle popolazioni del Nord Africa,
sempre continuando a produrre articoli e monografie di buon livello scientifico.
A Tripoli morì, per i postumi di un intervento agli occhi, nel 1964.”
Matricola n. 24 – Venezia - FAMBRI ELENA - arruolata 08/07/1915. Nell’artico-
lo pubblicato dalla collega Filomena Corvini risulta aver prestato servizio con lei in zona
di guerra e viene citata come figlia del più noto Paolo Fambri – parlamentare e scrittore.
Nel 1922 viene fondato l’IPAS - Istituto per l’igiene, previdenza e assistenza so-
ciale – di cui troviamo interessanti notizie anche nell’articolo “Per il miglioramento
della stirpe. Note sulla propaganda igienico-sanitaria durante il fascismo” di Giuseppe
Fidotta: questo Istituto fu fondato dal medico Ettore Levi (1880-1932), poi cacciato
dall’istituto perché ebreo, con il quale Elena Fambri collabora. Coraggiosamente, o
incoscientemente, Elena Fambri scrive una serie di lettere a Rachele Mussolini per
perorare la causa del collega. Per ironia della sorte l’attività di propaganda dell’igiene
dell’istituto è volta poi proprio alla difesa della stirpe.
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