Page 21 - Breve storia dell'organizzazione dei Servizi d'Informazione della Regia Marina e Regia Aeronautica. 1919-1945
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Il SIS della Regia Marina. Gli inizi: 1861-1919
Segretariato Generale lamentava che ben pochi ufficiali imbarcati avevano
in realtà assunto informazioni in base agli ottimi criteri indicati nel prome-
moria in quistione. Nel 1886, dunque, era sicuramente operante un Ufficio
per il coordinamento del settore informativo nel quadro ordinativo dell’Uf-
ficio di Stato Maggiore, come accertato in vari documenti.
Il successivo 13 aprile l’Ufficio di Stato Maggiore rispondeva che la co-
operazione degli ufficiali delle Regie Navi avrebbe potuto essere di grande
utilità per il servizio informazioni di questo Ufficio… sempre che le infor-
mazioni fossero state raccolte e trasmesse in modo uniforme. Scriveva il
Capo di Stato Maggiore: Mi è noto che già dal 1881, allorché iniziavasi un
servizio d’informazione per la Direzione Generale d’Artiglieria e torpedini
furono redatte delle norme particolareggiate per la ricerca dell’informazio-
ne all’estero; dunque, come appunto ebbe a notare il generale Marchetti nel
suo studio sopra ricordato, la sensibilità organizzativa per la raccolta infor-
mativa si stava formando con la creazione di un servizio informativo (ove
la parola ‘servizio’ con la iniziale minuscola indica ‘raccolta informativa’),
che doveva poi far capo ad un ufficio, certamente non autonomo, all’interno
di una Direzione Generale tecnica o dello Stato Maggiore.
Nonostante fosse stato chiaro e dettagliato, il promemoria del 1881 non
aveva però sortito l’effetto desiderato ai fini informativi; anzi il Saint-Bon
lo considerava proprio fallito (sic!), poiché probabilmente gli ufficiali delle
navi in missione si erano arresi di fronte alle difficoltà o a qualche spesa
di troppo da erogare. Era dunque prioritario, nonostante la collaborazione
fornita dai diplomatici italiani, che in primis i Comandanti delle navi soddi-
sfacessero questa nuova esigenza del servizio navale assumendo all’estero
informazioni o acquistando pubblicazioni d’interesse per agevolare l’assun-
to del nostro ufficio d’informazione, sempre facendo affidamento anche sul
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personale diplomatico e consolare che doveva agevolare il loro lavoro.
Rilevava Saint-Bon che gli ufficiali in missione speciale, con limitato
tempo a disposizione, non potevano dare grandi risultati nella raccolta infor-
mativa perché dovevano adempiere normalmente ad un compito particolare
per il quale erano stati inviati e il ricercare informazioni poteva essere una
distrazione dalla missione principale. Invece molto si poteva ottenere da uf-
ficiali che fossero mandati all’estero per quello specifico compito: dunque
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