Page 97 - Eroi nel vento - La storia dei Militari Italiani nella Guerra di Liberazione
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All’interno dell’Arma c’erano dissidi tra chi aveva un orientamento politico di partito e chi,
invece, era decisamente monarchico. Dopo la decisione del Re di lasciare Roma per rifugiarsi
a Brindisi, i leader politici avevano cominciato a discutere sul futuro ruolo della monarchia,
considerando la fuga del re un tradimento.
IL PUNTO Ma al Generale Caruso non importava.
Filippo Caruso CRUCIALE È
L’APOLITICITÀ
DELL’ARMA.
DEVE RESTARE
AL SERVIZIO DELLO
STATO E DEI
CITTADINI ...
Si recò quindi presso il C.L.N. per
... dichiarare il suo intento e capire come
NON DEI coordinarsi, ma non gli diedero ascolto.
PARTITI.
Si mise quindi in contatto con gli altri
capi combattenti: Tommasi,
Montezemolo, Sorice…
CI DOBBIAMO
COORDINARE,
SIAMO UN UNICO
FRONTE! TRA CARABINIERI
DOVREMMO APPROVARE
LA FUSIONE TRA LE NOSTRE
OVVIAMENTE, PIÙ BANDE E INCARICARE IL
SAREMO ORGANIZZATI, GENERALE CARUSO DI DARCI
PIÙ RIUSCIREMO A TENER UN INQUADRAMENTO
TESTA AI TEDESCHI. ISTITUZIONALE!
Con la professionalità maturata in decenni, Caruso era riuscito a compattare gli elementi
dell’Arma presenti a Roma e alla fine del 1943, aveva sotto il suo comando più di 6000 uomini.
Un fronte unito che si opponeva ai tedeschi e ai fascisti della Repubblica Sociale,
recuperava armi e intensificava sempre più gli atti di sabotaggio.
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