Page 174 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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con alimentazione a 50 Hz e tensione di 10.000 volt della linea Per quanto riguarda gli effettivi, dai 9000 del 1915 si arri-
Roma-Sulmona nel 1927. L’elettrificazione della rete ferroviaria verà nel 1918 a 100.000 uomini e 3000 ufficiali. L’industria
a corrente alternata trifase procede celermente fino al 1930.” 3 non soltanto farà fronte all’esigenza dell’Armata, ma riu-
I numerosi problemi furono progressivamente risolti for- scirà addirittura a fornire autoveicoli alle potenze alleate.” 5
nendo alla fine un mezzo di locomozione pulito e rapido, L’automobile, pertanto, con il conflitto passerà: “dallo sta-
che sarà ulteriormente potenziato e perfezionato anche dio artigianale alla fabbricazione in serie. L’esercito france-
dopo gli anni ’30. Per avere un’idea dell’entità delle pre- se disponeva nel 1914 di 6.000 veicoli automobili: nel 1918
stazioni fornite dalla rete ferroviaria nel corso della Prima di 92.000” Analogo sviluppo si ebbe pure negli Stati Uni-
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guerra, è sufficiente ricordare due ambiti operativi, quel- ti: “da una produzione annua di 240.000 vetture nel 1914,
lo relativo al trasporto delle munizioni per le artiglierie e Ford passò a 950.000 nel 1919. Beninteso i materiali hanno
quello dell’evacuazione dei feriti e degli ammalati. Questo avuto un ruolo importante tanto nella costruzione dei mo-
il quadro riassuntivo: tori che per i telai e la carrozzeria… La carrozzeria in lamie-
ra imbutita fa la sua comparsa nel 1920 in America… L’av-
1915 3.340.344 viamento elettrico era stato inventato nel 1905 dal francese
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1916 7.939.884 Bossu e messo a punto nel 1912 dall’americano Bendix.”
Migliorie significative si ebbero anche nel settore navale,
1917 16.434.906 con un vistoso aumento della velocità e del tonnellaggio.
1918 14.000.256 L’impiego di: “acciai speciali permette di alleggerire gli sca-
fi conservandone al tempo stesso la solidità… Le navi da
Più significativo il trasporto e l’evacuazione dei feriti che guerra ebbero la stessa evoluzione. Il problema del materia-
vide la formazione di 1417 treni sanitari, con una media di: le era qui ancora più rilevante, a causa delle corazzature…
“18 al giorno per trasportare 90.500 feriti ed ammalati. Tale Di contro la nave mercantile è rimasta a lungi tradizionale,
ritmo fu mantenuto anche durante la 2ª battaglia sull’Ison- di tonnellaggio modesto, e spesso ha mantenuto la vecchia
zo, con trasporto di 165.450 feriti ed ammalati, sia pure di- macchina alternativa e il carbone. Qui la velocità non era in-
luito in un periodo più lungo. Durante il riposo invernale dispensabile a questo tipo di trasporto…” 8
1915-1916 il traffico dei treni sanitari, anziché diminuire, Nel frattempo, nel settore delle costruzioni edili, esordi-
aumentò perché i rigori invernali provocarono un gran nu- va una nuova tecnica: il calcestruzzo armato. Dopo una am-
mero di ammalati delle vie respiratorie e fu perciò neces- pia adozione in ambito militare, anche in quello civile si as-
sario realizzare 3.017 treni, con una media di 25 al giorno sisterà a un suo imporsi ed è emblematico che tra le prime
per trasportare complessivamente 134.100 feriti e ammala- grandi realizzazione spicchi lo stabilimento del Lingotto del-
ti. La situazione migliorò parecchio durante la primavera, la Fiat. Progettato e costruito a partire dal 1915 dall’architet-
ma divenne di nuovo critica durante l’offensiva austriaca to Giacomo Mattè Trucco, 1869-1934, per volere della dire-
nel Trentino. Si dovettero allora realizzare 1.350 treni, in zione della giovane fabbrica doveva riunire in unico edificio
circa due mesi, per trasportare 123.950 ammalati e feriti.” 4 sia le officine dove si assemblavano gli autoveicoli sia la pi-
Progressi persino maggiori li registrarono gli autoveicoli,
automobili in testa, dopo l’apporto della guerra. Al riguar-
do basti pensare che: “l’Esercito italiano non fu da meno 5 Da N. pigNato, f. CappellaNo, Gli autoveicoli tattici e logistici
degli altri: dai 450 schassis nudi del 1° agosto 1914, arrivò a del R. Esercito Italiano fino al 1943, Roma 2005, vol. I, p. 33.
6 Da b. gille, Storia delle…, cit. p 455.
disporre nel novembre 1918 – detratte le perdite e i consumi 7 Ibidem, p. 455.
– di oltre 30.000 autoveicoli: il consumo giornaliero di ben- 8 Ibidem, p. 455.
zina passerà dalle 50 t del 1915, alle 350 t in media del 1918.
Alla pagina a destra
3 Da e. maraiNi, L’elettrificazione delle ferrovie italiane. Una sto- In alto a sinistra: Una delle prime locomotive elettriche a corrente trifase
ria di coraggiosa intraprendenza e di incapacità a seguire una coerente In alto a destra: Una locomotiva elettrica trifase: da notare il panto-
politica industriale, in Storia dell’Ingegneria, Atti del 2º Convegno grafo suddiviso in due sezioni
Nazionale. Napoli, 7-8-9 aprile 2008, a cura di Salvatore D’Ago- Al centro a sinistra: Il Fiat 15 ter in allestimento autoambulanza
stino. Al centro a destra: Il camion FIAT 18
4 La citazione è tratta da o. bovio, Le ferrovie italiane nella prima In basso a sinistra: Autovettura Ford T
guerra mondiale, in Studi storico militari 1986, Roma 1987, pp. 223-24. In basso a destra: Autovettura Ford T del 1916 in allestimento runabout
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