Page 241 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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I CadutI In Mare - CadutI e dIspersI ItalIanI                          237







               I dati relativi ai caduti italiani della Seconda guerra mondiale, benché sostanzialmente definiti nel volume complessivo,
               sono oggetto di dispute statistiche e storiografiche ancora più complesse, a causa soprattutto della dispersione dei
               fronti e della particolare tipologia assunta dal conflitto sul territorio italiano fra il settembre 1943 e il maggio 1945.
               Un tipico caso di problematica interpretazione dei dati è costituito, ad esempio, dagli italiani caduti nelle file delle forze
               armate della Repubblica Sociale o in reparti tedeschi. Non essendo costoro considerati tra i caduti civili né tra quelli
               del Regio Esercito, sono da alcuni considerati “militari appartenenti ad altri eserciti”, definizione che però comprende,
               assieme ai giovani richiamati alle armi e ai volontari arruolati nel 1943-45, anche gli appartenenti Forze Armate italiane
               e che quindi dovrebbero essere conteggiati fra i caduti militari italiani.
               Un problema analogo è rappresentato dai partigiani caduti, assimilabili secondo alcuni ai caduti militari, secondo altri
               ai civili. Molto difficile, infine, stabilire l’esatta sorte di moltissimi dispersi.
               Nel corso del conflitto prestarono servizio circa 5.400.000 individui: 300.000 nella Regia Marina, 4.900.000 nel Regio
                           R          categorie        Militari,
               1.280.000 appartenevano alle classi di leva giovani (nati 1919-23).
               L’età media del soldato italiano della Seconda guerra mondiale fu più giovane di quello della Prima, sia per la maggiore
               popolazione, circa 41 milioni di individui sia per il minore numero di esoneri. L’età si abbassa ancora se si considerano
               i soli reparti combattenti, essendo gli ultratrentacinquenni generalmente assegnati ai reparti territoriali.
                         appar    R  Marina                dei
               Distretti Marittimi è ricavato dai dati della forza al settembre 1943 sommati a quelli delle perdite subite a quella data
               dall’inizio delle ostilità (rispettivamente 258.850 e 27.244).
               Esigui, oltre che incompleti, sono i dati degli appartenenti e caduti degli altri corpi armati dello Stato (Pubblica Sicurezza,
               P  dell’Af                    perdite          Carabinieri,
               assommano complessivamente a 8.927 morti e 4.391 dispersi.
               Dei circa 11.000.000 individui coinvolti complessivamente dallo sforzo bellico, di cui 5.200.000 civili, 1.200.000 furono
               donne impiegate nelle produzioni belliche o arruolate nei servizi ausiliari.
                           confl  e  131  erano  a  1  uffi  di  L’enorme
               numero dei dispersi si concentra in gran parte in Unione Sovietica (70.207), in mare (18.517) e nei Balcani (19.049).
               Sono considerate anche le 25 donne, ausiliarie e crocerossine, morte e le 11 disperse fra il 1943 e il 1945.
               149.496 furono i morti e 3.651 i dispersi civili di cui rispettivamente 46.238 e 794 donne.
               Fra i morti civili, 15.228 avevano 65 anni o più, 23.437 erano fra i 0 e 15 anni, 14.792 fra i 15 e i 20 anni, 13.001 fra i
               20 e i 25 anni. Di 252 unità è ignota ancora oggi la qualifica di militari o civili.
               Dei 309.453 caduti complessivi (esclusi dunque i dispersi), 120.304, di cui 73.733 militari, morirono entro la data dell’8
               settembre 1943 e 189.149 successivamente, di cui 86.224 militari, entro la fine del 1945, anche se la ripartizione fra
               militari e civili di questi ultimi è problematica per le ragioni dette.


               In totale, fra caduti e dispersi non rientrati al 1957, le perdite complessive ammontano a 444.775 unità, delle quali
               397.475 uomini, 47.048 donne e 252 ignoti.
               Fra i militari 95.542 sono i caduti e 122.109 i dispersi all'estero. Di questi 65.168 risultano morti  e 95.407 dispersi in
               Europa, 16.083 e 6.258 in Africa, 630 e 48 nel resto del Mondo, 9.921 e 18.17 in mare.
               2.740 sono morti e 1.879 dispersi in luogo ignoto.
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