Page 63 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento



              Il Corpo Fanteria Real Marina 1861 - 1878









                        a resa di Gaeta avvenuta il 15 febbraio 1861 sancì la fine del
                        Regno di Napoli e l’unione della Real Marina del Regno delle
                        Due Sicilie - detta anche Armata di Mare di S.M. il Re del Regno
              Ldelle Due Sicilie – numerosa, potentemente armata e perfetta-
              mente addestrata - con la Marineria Sarda che a sua volta aveva incorpora-
              to per annessione volontaria o per conquista le altre marine italiane, quella
              siciliana, quella toscana e parte di quella pontificia, alcune delle quali di
              antiche tradizioni ma di scarsa importanza per numero e qualità delle navi.
                 Il 17 marzo 1861 quindi, con la proclamazione del Regno d'Italia da
              parte del Parlamento di Torino, nacque anche la Marina Italiana e lo stes-
              so giorno Cavour, oltre alla Presidenza del Consiglio, assunse ancora una
              volta l’interim del Ministero della Marina, incarico nel quale egli si distin-
              se come d’abitudine per le sue idee innovative che lo portarono a scontrar-
              si con gli alti gradi che si opponevano anche all'introduzione della navi-
              gazione a vapore, giudicata costosa e troppo avveniristica; le intenzioni di
              Cavour in proposito vennero riassunte nel suo primo discorso da ministro:
                 Voglio delle navi tali da servire in tutto il Mediterraneo capaci di porta-
              re le più potenti artiglierie, di possedere la massima velocità, di contenere
              una grande quantità di combustibile. [..] Consacrerò tutte le mie forze e
              ciò che posso aver conquistato d'influenza parlamentare, affinché l'orga-
              nizzazione della nostra Marina Militare risponda alle esigenze del Paese.
              Il neonato Regno si trovò così a disporre di una flotta di tutto rispetto co-
              stituita da numerosi legni a vela e a vapore - questi ultimi provenienti in
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              maggioranza dalla marina napoletana -   che tuttavia a causa dell’affret-

              62  Nel 1860 la flotta napoletana inquadrava 14 legni a vela tra i quali un vecchio vascello da
                 84 cannoni, il “Vesuvio” varato nel 1824, quattro fregate armate mediamente con 50 canno-
                 ni – “Amalia”, “Regina Isabella”, “Partenope” e “Regina” - la corvetta “Cristina” da 24
                 cannoni, cinque brigantini – “Generoso”, “Intrepido”, “Principe Carlo”, “Valoroso” e “Zef-
                 firo” – da 18 cannoni, una goletta ed un cutter; la squadra a vapore comprendeva un vascello
                 da 84 cannoni, il “Monarca” trasformato ad elica nel 1858, 12 fregate armate in media con


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