Page 64 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878


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              tata fusione rivelava, almeno inizialmente, limitate capacità operative.
              Cavour approvò di conseguenza un programma che prevedeva lo sciogli-
              mento dei Ministeri di Marina di Napoli e di Sicilia, la riorganizzazione
              di tutto il personale militare e civile, la costruzione, a La Spezia, di un
              moderno ed efficiente arsenale, la costituzione di due Dipartimenti, - uno
              con sede a Genova e l’altro a Napoli, ai quali si aggiunse successivamente
              quello dell’Adriatico con sede ad Ancona - ai quali diede larga autonomia
              per ciò che riguardava l’ammodernamento delle navi loro assegnate, la
              designazione dei comandanti ed il coordinamento organizzativo ed infine
              l’impostazione, in cantieri italiani ed esteri, di una nutrita serie di navi da
              battaglia.
                 Già nel 1860 , pochi mesi prima dell’unità, la Marina sarda aveva or-
              dinato alla Société Nouvelle des Forges et Chantiers de la Méditerranée
              di La Seyne presso Tolone – gli stessi che avevano varato la “Gloire”, la
              prima corazzata al mondo – due nuove navi corazzate, le corvette “Formi-
              dabile” e “Terribile” cosicchè nel settembre del 1861 la neonata Marina
              italiana fu tra le prime a porre in servizio unità corazzate ma non solo:
              Cavour, nonostante non fosse né un militare né un uomo di mare, ebbe
              la capacità di prevedere i grandi mutamenti in atto nella tecnica navale
              ordinando ai cantieri William H. Webb di New York la costruzione di due
              potenti fregate corazzate, la “Re d’Italia” e la “Re di Portogallo” che
              però entrarono in linea solo tra il 1863 ed il 1864.
                 L’accresciuta forza della flotta doveva necessariamente comportare an-
              che la ristrutturazione della fanteria da sbarco che aveva dato ancora una
              volta buona prova di sé durante l’assedio di Ancona ed in conseguenza di


                 10 cannoni – “Farnese”, “Borbone”, “Archimede”, “Ercole”, “Ettore Fieramosca”, “Ful-
                 minante”, “Guiscardo”, “Roberto”, “Ruggiero”, “Tancredi” “Sannita”, “Torquato Tasso”
                 e “Veloce” – due corvette – “Aquila” e “Stromboli” – 11 avvisi - “Messaggero”, “Saetta”,
                 “Antelope”, “Delfino”, “Ferdinando II”, “Maria Teresa”, “Miseno”, “Palinuro”, “Pelo-
                 ro”, “Rondine” e “Sirena” – e tre rimorchiatori, “Eolo”, “Furia” ed “Etna”.
                 Il dislocamento totale della flotta era pari a 45189 tonnellate, l’armamento prevedeva circa
                 750 cannoni di vario calibro ed il personale imbarcato assommava a 61 ufficiali, 201 sottuffi-
                 ciali e 3168 tra marinai e cannonieri.
              63  A questo proposito Domenico Bonamico nella sua opera I primi elementi della guerra marit-
                 tima pubblicato a Torino nel 1880 scrisse:  Fu quello, dal 1860 al 1866, un intervallo di totale
                 confusione, prodotto dalla non piena e cosciente trasformazione dei mezzi e della immutabi-
                 lità dei sistemi che, per la gente di mare, doveva parere il caos….


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