Page 35 - Inventario del fondo H-4 - Commissione d'inchiesta - Caporetto
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Nota archivistica: L’archivio deLLa commissioNe d’iNchiesta suL ripiegameNto daLL’isoNzo aL piave 35
missione che, chiuse in 7 casse, furono trasferite al museo del Duomo , dove,
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il 14, all’atto della loro apertura, fu redatto un elenco di consistenza della stessa
documentazione .
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Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il nucleo distaccato dell’Ufficio stori-
co trasferitosi ad Orvieto con l’archivio, si trovò in territorio occupato dalle truppe
germaniche con il difficile compito di “conservare intatta una parte della memoria
del paese” . Le carte della Commissione d’Inchiesta di Caporetto, insieme ad
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altri fondi, vennero occultate ai tedeschi, murandole nei sotterranei del Duomo
di Orvieto, e nel giugno 1944 dopo la liberazione della città umbra, vennero re-
cuperate . Poco dopo anche l’Ufficio storico e l’archivio ripresero la loro sede a
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Roma mentre il carteggio della commissione fu nuovamente chiuso in due casse-
forti non sigillate e poi trasferito in due armadi metallici presso la Sezione di am-
ministrazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, nell’attuale sede del Ministero
della Difesa . Del resto, come ricordava il generale Drago, nello Stato Maggiore
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vigeva la regola non scritta che “fino a quando fosse stato in vita il maresciallo Ba-
doglio, la documentazione della Commissione d’Inchiesta su Caporetto dovesse
essere considerata segreta” . Il 20 gennaio 1959, nella rivista «Settimo Giorno»
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fu pubblicato un articolo che riportava una dichiarazione del generale in ausiliaria
Mondini, già capo ufficio storico dal 1945 al 1947, sull’occultamento del car-
teggio della Commissione d’Inchiesta . L’articolo non fu ben accolto dai vertici
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militari, in quanto sollevava la questione della consultabilità delle carte militari,
regolate in modo diverso dagli archivi di stato , ma era anche un’occasione per
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105 Verbale dell’Ufficio storico in data 11 giugno 1943, in AuSSme, fondo AR, b. 13 fasc. 125, s.
fasc. 1. Gli armadi furono aperti alla presenza del colonnello Crescenzi, capo dell’Archivio e
dei tenenti colonnelli Drago e Ghisalberti, il famoso storico del risorgimento.
106 “Elenco del carteggio di Caporetto quale è stato constatato il giorno 14 giugno 1943 nella sala
d’archivio sita nel museo del duomo di Orvieto all’atto dell’apertura delle 7 casse contenenti
il carteggio stesso” in AuSSme, fondo AR, b. 13 fasc. 125, s. fasc. 1. Questo elenco di consi-
stenza è stato fino ad oggi l’unico strumento di consultazione del fondo stesso.
107 S. trani, Il Regio Esercito e i suoi archivi-una storia di tutela e salvaguardia della memoria
contemporanea…cit., pp. 373.
108 Ibid., pp. 374-775.
109 Dichiarazione del generale Drago in AuSSme, fondo AR, b. 13 fasc. 126.
110 Ibidem.
111 «Settimo giorno» n. 5 gennaio 1959, Rubrica Caffè, articolo Ancora Badoglio di Romagnese,
copia conservata in AuSSme, fondo AR, b. 13 fasc. 126.
112 S. trani, Il Regio Esercito e i suoi archivi-una storia di tutela e salvaguardia della memoria
contemporanea…cit., pp. 378-417; il generale Rocca, capo Ufficio storico, per quanto riguar-
dava la consultabilità delle carte dell’archivio militare, riteneva che quelle non fossero vinco-
late al termine dei 50 anni come negli archivi di stato, potevano essere consultate esclusiva-
mente previa autorizzazione del ministro della difesa o del capo di Stato Maggiore dell’Eser-
cito, Appunto del 25 gennaio 1959, in AuSSme, fondo AR, b. 13 fasc. 126.

