Page 133 - L’Italia del dopoguerra - Le scelte internazionali dell’Italia
P. 133
127
la que~rionc c.kll'organizzazione dei Com:tnùi 1'\ATO rel:niva alla integrnzi<>ne
dellè forze greche: e wrchc: nella struuur.l militare <lell;~ NATO rosse comun-
que dmandat:J. Da parte Italiana fu evidenziato che tutti gli os~<tC{1li dre impe-
divano la partecipazione :tii'Aileanz;a Atlantica tlelle singole nazi<>ni su un
piede tli eguagliaiU<l avrcblx:ro dovuto t:ssert: eliminate. T:tli ostacoli er.mo
costituiti da alcune delle dau.sole del Tr.m:no di Pace. che limitavano in alcu-
ni settori l'azione c la postzione :sovrana dt:ll'ltalia. Il 2.2 dicembre 1951 Stali
Uniti. lnghilterr.t e Francia dichiar..Jrono la Jec.';ldcmw delh• validiw di alcune
delle cbusole del Tr;~u:tto di Pace.
Mcntn.;: la configurazione p!,)litico militan: della Allc.tn7.:t Atlamka si deh-
neava nlliMionnt!Die dal punto di vbw organi7.7.ativo. il 24 ottobre 195() il
Pre.~idente dd consiglio fr.rnçese Plcven nnnundò l'imcnziom: di convoctre
..
una Confcrcm a <1 Parigi per studl:trc i<J po:;..~lbilil:ì ddla creazione di un eser-
dto eurt1p'eo. Si er.t :tlla vigilht della riunione dd mi•lislli degli ~..,1eli atl:lntki
nella çui agenda t!r.l lm;erito ·1·c~une di un mnrrU1ut() tedesco :tlla difesa
occidcnr:ale". Il risultato della Confert:nza di Parlj:d a cui pancciparono dircma-
mente Francia. Germania, iwlia, Belgio c Lussemburgo. memre gli ahri paesi
mviarono degli ossctvatori. fu il "Hapon lmerin<tire" dd 24 lu~-tlio 1951. che
non impegnava i singoli Governi che restavano lib.ui di m<xlincu-c in tullo o
in pane qmmto contenuto nel rappono. Lo studio si concludeva con la pro-
po:n:t tldb crc.tzione dell\1 Ct,munità Furopc<J di Oift:sa che ;tvrehl~ dovuto
es.~ère :.anzionata da un tr.Hlato intemazionnle.
Questo mp[><Jrto .~<:guiva anc.·he la via natura!<: gli! imi><X:C:tW negli anni
precedenti con la istituzione d~·i primi organi eC\JOOmiCi t·omunitari. L'Idea
federnlista sembrò in qud momel'u:l a<.:qui$ire una altissim!l pmb:tbilitil ui J."ttc-
ces..~n :mdw :Hrmver.;() 1:1 istituzione t..lella CED. l:J Marina dedicò uomini.
risorse. st:udl per la cldìnlz.ione e la costituzione della Marm:• Europea. l:J
CEO d~!l "R:tport lmerin:lire" pn:vedeva per le forze navali n~ zionali la
responsabilità della "J>rotezionc Marittima Ravvtdnatu". da realizzare con rug-
_gnlppamenti nnvali della ste~>sa nazion;~lità. con l:;~ missiono:: della difesa delle
:t<.:que co,;tiere e litomnee. N t'i relativi piani UO\ eva no es.o;ere escluse lt: fu17.e
navali d':Litura gi:ì as..,egn:tte alla NATO.
l compiti as.'cgmlti alla Marina Militan:: in amhito CED sarebbero sClti
qltelli di scorm dirctw al tr:tftìco costiero. pos:• di mim: difensiw. vi!tihln"..J
t'omne.t dci porti, dmguggio rommle e delle muc di sicure7.zu di :•ccc.'iS<l ai
porti. vigilanza ç()stier.J In Adri~ttìco <: a['lpOI\.1410 alle forzo:: lcrre~rri àlle.ue. Per
far fronte a questi compiti la Marina ;tvrcbbe dovuto meuere a dispo:;izione
della CED 5 fregate, Il navi di scorc.t minori. 64 dr:tg~tmine co.o;lieri. IH moto-
c.mnonkre e sihtmnti. 6 cannonicn:: d'appo~io. 186 drJgamine ausiliari da
requisire. 20 clra~~minc litoranei. Queste fo17.e ;~vrebhero dovut(J oper.tre nei
tre senori atndatl :lll'ltali::t e cioè Adrlatiw. jonio c Tirreno.

