Page 166 - Lanzarotto Malocello dall'Italia alle Canarie
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               più bianco; et similmente dell’orzo, et altre biade di che quelli abitatori
               vivevano. Le case fatte, com’erano, di pietrami bellissimi, et di bellissimi
               legni, erano dentro imbiancate che pareano di gesso. Vidono anche una
               chiesuola, dove pittura non era, né altro adornamento, fuori di una statua
               di pietra avente la immagine d’uomo con una palla in mano; coperte le
               vergogne con brache di palma secondo l’uso degli abitatori di quel paese,
               e la tolsono, e caricatala sulle navi la portaro a Lisbona. È questa isola
               ripiena d’habitatori, et benissimo coltivata, et vi ricolgono grano, biade,
               frutta, e più di qualunch’altra cosa, fichi. Il grano et le biade sono mancate
               da loro od a modo degli uccelli, od in farina, che mangiano senza pane
               farne, et beono acqua.
                  Partendo i marinai da questa isola, et vedutene altre in lontananza,
               quale di V miglia, quali di X o di XX, o di XV, andaro ad una terza isola,
               dove non trovaro altro che alberi altissimi e diritti inverso del cielo; di
               quivi passati in altra, viderla abbondare di rii et acque buonissime, et di
               legnami et di palombi che uccideanli con sassate, o con bastonate, et poi
               mangiavanli; dicono quelli essere più grandi dÈ nostri, ma uguali al gusto,
               o migliori; et trovaronvi ugualmente dÈ falconi, et altri uccelli che vivono
               di rapina. Ma per queste isole non molto vagarono, vedutele affatto diser-
               te; niente dimeno vidono dirimpetto un’altra isola dove pareano grandi
               montagne petrose, e la maggior parte di nugoli sempre coperte con ispesse
               pioggie, ma che a tempo sereno mostrava d’essere bellissima, e a parere
               dÈrisguardanti abitata; e dopo quella passarono ad altre isole molte, qua-
               li abitate, quali no, XIII di numero; et quanto più innanzi andavano tante
               di più ne vedeano, presso delle quali era il mare tranquillo più che non è
               tra noi; trovaronvi un fondo molto adatto per le ancore, et sebbene con
               porti non molti; tutte abbondanti di acque. Cinque di quelle isole viderle
               abitate; delle altre XIII alle quali giungono ne trovaro molte non havere
               abitatori, né ugualmente quelle sono abitate; ma quali più, quali meno. Et
               oltra di ciò essere infra loro per li idiomi diversi sì che non intendonsi le
               une coll’altre, et niuno ha navi, od altro arnese per far lo passaggio d’una
               in un’altra isola, ma vannovi a nuoto.
                  trovorno anche un’altra isola, dove non vollero calare, perché  agli
               occhj di loro apparve una certa maraviglia. Dicono che vi è uno monte
               altissimo, a stima XXX miglia, et anco di più, che vedesi molto di lungi, et
               sulla vetta vi appare un certo biancore; e tutto il monte è sassoso; quello
               biancore ha sembianza d’una rocca, né è rocca: ma lo credono un sasso
               acutissimo, di cui sulla vetta sia un albero della grandezza dell’albero di
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