Page 45 - Lanzarotto Malocello from Italy to the Canary Islands
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dall’Italia alle Canarie                                              45



               dar il nome di un paladino di Artù venisse proprio a una famiglia denominata
               Malocello, nome che sa di fiancata di nave e di angiporto e che rinvia a tanti
               altri, non meno pirateschi, nei quali c’imbattiamo già fin dalle cronache di
               caffaro che, nel XII secolo, declina l’identità dei membri delle “Compagne”
               dalle quali è nato il comune. Questa “genovesità” si afferma in una sorta di
               generoso strabismo, che guarda per un verso alla Terrasanta e alle coste ma-
               rittime siro-libanesi, per un altro alle isole tirreniche, all’Africa settentriona-
               le, alla penisola iberica e perfino alle “invalicabili” Colonne d’Ercole, che
               alla fine del XIII secolo dovettero subire la profanazione dei fratelli Vivaldi.
                  Davvero Dante s’ispirò al loro viaggio oceanico per il suo “folle volo”
               di Ulisse?
                  La fama di Lanzarotto Malocello come scopritore – verso il 1312 - di
               quell’isola che da lui assumerà il nome di Lanzarote  si afferma già fin dal
               1339 attraverso la carta nautica di Angelino Dulcert. E’ difficile dire se già
               fino da allora si pensava al “nuovo” arcipelago come tappa per quella che più
               tardi, grazie soprattutto all’Infante portoghese Enrico il Navigatore,  sarebbe
               stata – attraverso al circumnavigazione dell’Africa più tardi compiuta – la
               “via orientale alle Indie”.
                  Con una dottrina che non riesce a non far trasparire la sottostante passione,
               Alfonso Licata non si limita a mettere insieme le poche fonti e le molte ma
               vaghe tracce che possono aiutarci a ricostruire – se non  proprio una compiuta
               biografia di Lanzarotto, probabilmente impossibile a scriversi  - quanto meno
               le vicende del progressivo volgersi dell’attenzione dei genovesi all’oceano
               d’Occidente e quindi del colombiano buscar el Oriente para el Occidente.
               Nel corso di questa ricerca, Licata si è fatalmente imbattuto in quell’interesse
               umanistico per le isole – espresso dai testi di Giovanni Boccaccio e di Dome-
               nico Silvestri – che fu una componente fondamentale dell’impegno dal quale
               scaturì la scoperta del Nuovo Mondo e, con essa, la fondazione dell’Occiden-
               te moderno. Una scoperta fondatrice pertanto della modernità, ma tuttavia
               radicata nell’antichità più profonda eppure più viva: quella dei miti del tempo
               degli dèi e della cerca cristiana del paradiso. Come canta Manuel Machado,
               solo chi è fedele ai suoi sogni riesce a spezzare le catene della realtà e a con-
               quistare l’impossibile: “Como creyeron solo en lo increíble, sucedió: que los
               límites del sueño trespasaron, y el sol, y lo imposible”.
                                                                    Prof. Franco Cardini
                                            Ordinario di Storia Medievale all’Università di Firenze
                          Presidente del Comitato Scientifico del “Comitato Promotore per le celebra-
                zioni del Vii centenario della scoperta di lanzarote e delle isole Canarie da parte del
                                       navigatore italiano Lanzarotto Malocello (1312-2012)”
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