Page 152 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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8.10. Il sommergibile a motore di Hollan~ 1881 idoneo ovviamente al solo contrasto con le navi mercantili.
Le due guerre determineranno una serie di ulteriori per-
Pur avendo il sommergibile dimostrato la sua validità fezionamenti e potenziamenti nelle unità subacquee che
militare, ne restava da risolvere la mancanza di una qualsi- con la adozione della propulsione nucleare, otterrà il suo
asi motorizzazione, in un contesto in cui le navi da guerra apice, trasformandoli in incrociatori subacquei.
ormai navigavano quasi tutte a vapore con rilevante velo-
cità. L'attesa si rivelò abbastanza lunga poiché era richiesta
la messa a punto di un affidabile motore elettrico e più
ancora di una sua alimentazione elettrochimica, l'uni-
ca combinazione che non richiedesse ossigeno per il suo
funzionamento. La macchina adeguata fu disponibile sol-
tanto intorno al1880, quando apparvero i motori elettrici
per la trazione sia su rotaia che su strada; l'alimentazione
poco dopo il 1881, quando la batteria di accumulatori al
piombo fu perfezionata e potenziata in modo da renderla Sotto: fohn Holland, il progettista e realizzatore del primo sommeri-
idonea agli anzidetti motori. Nel frattempo qualche vellei- gibile a motore, venduto alla U.S. Navy.
Nella pagina a fianco: in alto, una cartolina colorata che ritrae il som-
tario tentativo di motorizzazione subacquea fu proposto
mergibile Holland VI, ribattezzato USS Hotland (SS-1); in basso, di-
nel1864, con un prototipo mosso da un rozzo motore elet-
segni tecnici dello stesso.
trico alimentato da pile, con esiti facilmente immaginabili! Nelle pagine successive: il sommergibile Hotland Class l, venduto
Logico, per quanto delineato, che la progettazione di durante la guerra Russo Giapponese.
un sommergibile con motore di propulsione si potesse av-
viare solo intorno al1880: e l'anno successivo, infatti, l'ir-
landese John Philip Holland varò il suo Fenian Ram, dai
cantieri della Delmar Iron Company di New York. Munito
di vistosi timoni poppieri, il curioso sommergibile molto
somigliante a un grosso cetaceo, non scendeva per effetto
dell'acqua di zavorra ma solo per gli alettoni caudali. Tra
dispute e contese quel prototipo finì abbandonato e sman-
tellato per cui sarà solo nel1897 che Holland potette real-
mente costruire il suo sommergibile più evoluto, al quale
diede il suo nome.
L' Holland IV, completato il17 maggio del1897, dispo-
neva di un motore elettrico per la navigazione in immer-
sione ed uno a benzina per quella in superficie, archetipo
quindi della doppia motorizzazione termica ed elettrica,
soluzione da allora rimasta immutata fino all'avvento del-
la propulsione nucleare. Alle prove a cui fu sottoposto si
rivelò un vero successo: mosso dal motore termico e poi
dall' elettrico, navigava a discreta velocità, scendendo e
risalendo senza problemi a oltre 20 m. Un esemplare fu
commissionato dalla U. S. Navy nel 1900 ed entrò in ser-
vizio con la denominazione di SS-1, seguito da altri sei so-
stanzialmente simili, e altri ancora acquistati dalla Royal
Navy e dalla marina imperiale giapponese. Dopo pochis-
simi anni, grazie a rilevanti progressi tecnologici degli ap-
parati motori, termici ed elettrici, e della metallurgia, quei
prototipi furono rapidamente superati. Comparvero allora
battelli molto più lunghi e potenti, armati con diversi tubi
lanciasiluri e, successivamente, anche con un cannone,
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