Page 158 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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in un casco di rame munito di finestre vetrate, con sulla
schiena un contenitore a zainetto per l'aria compressa.
Da questo due tubi di caucciù conducevano l'aria al ca-
sco dando così vita ad una circolazione a circuito chiuso:
l'aria fresca veniva ispirata attraverso un primo tubo dal
serbatoio e attraverso un secondo rientrava, dove veniva
in qualche modo rigenerata da reagenti chimici. Fremi-
net chiamò quella sua invenzione Macchina Idrostatica,
ed in seguito sostituì allo zaino un contenitore staccato,
con all'interno un mantice azionato a molla. Il dispositivo
consentiva una permanenza sotto acqua di alcuni minuti.
Molte delle idee del Freminet vennero in seguito coopta-
te e ulteriormente sviluppate da Karl Heinrich Klingert, sul
finire di quello stesso secolo. Il suo palombaro indossava
un elmo di rame, con vari cristalli per una visione agevole,
al quale erano connessi due tubi di caucciù, facenti capo ad
uno sorta di enorme spola metallica in grado di contenere
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10m d'aria e che fungeva da riserva una volta in profondi-
tà. Ovviamente si deve immaginare un sistema chimico per
la parziale rigenerazione dell'aria a circuito chiuso.
In basso: disegni tecnici e relativa leggenda dello scafandro progettato
da Pierre Remy de Beauve, 1715.
A fianco: ricostruzione dello scafandro del de Beauve, Musée Féderic
Dumas Sanary sur Mer.
Nella pagina a fianco: il progetto dello scafandro del Freminet e una
stampa coeva illustrante l'utilizzo dello stesso.
Nelle due pagine successive: disegni tecnici dello scafandro progetta-
to da Karl Heinrich Klingert.
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