Page 174 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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della marina francese nell'agosto del 1865. Ma la vera e
massima notorietà giunse quattro anni dopo, con l'uscita
del romanzo di Giulio Verne, 20.000 leghe sotto i mari, in
cui l'Autore fa adottare quell'autorespiratore al capitano
Nemo, che con queste parole lo illustrava al professar Pierre
Aronnax, naturalista al Museo di Storia Naturale di Parigi, af-
fermando di potersi così muovere sul fondale liberamente:
«E in che modo si può essere liberi?» domandai.
«Adoperando l'apparecchio Rouquayrol-Denayrouze in-
ventato da due vostri compatriotz: ma che io ho perfe-
zionato per mio uso; e che vi permetterà di avventurarvi
in quelle nuove condizioni fisiologiche senza che i vostri
organi abbiano assolutamente a soffrire; si compone di un
serbatoio di spessa lamiera di/erro, nel quale immagazzi-
no l'aria con una pressione di 5O atmosfere. Questo serba-
toio si/issa sul dorso per mezzo di cinghie, come un sacco
da soldato, e sulla parte superiore /orma una scatola da cui
l'aria, mantenuta da un meccanismo a mantice, non può
uscire che alla sua tensione normale.
Nell'apparecchio Rouquayrol, come è adoperato, due tubi
di gomma elastica partendo dalla scatola vengono a fini-
re in una specie i padiglione che imprigiona il naso e la
bocca dell'operatore; uno serve a introdurre l'aria inspi-
rata, l'altro all'uscita dell'aria espirata, e la lingua chiude
o questo o quello secondo i bisogni della respirazione». 3
> Da]. V ERNE, Ventimila leghe sotto i mari, Bergamo 2008, pp. 728-29.
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