Page 175 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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Nel1876 fu sviluppato ad opera di Henry Fleuss un auto-  In fase  di utilizzo il subacqueo inspirava l'ossigeno dal pol-
         respiratore a ossigeno, acronimo  ARO, ancora una volta de-  mone tramite il boccaglio collegato con  un tubo corrugato
         stinato ai salvataggi nelle miniere. Modifìcato nel corso della   innestato ad una valvola a due vie, ed espirava sempre nel
         seconda guerra mondiale fu adattato all'impiego subacqueo,   polmone, consentendo alla calce sodata di fissare l'anidride
         destinandolo in particolare agli incursori. Dal punto di vista   carbonica emessa. L'ossigeno necessario al metabolismo de-
         operativo, infatti, l'apparecchio risultava ideale per gli assal-  terminava il progressivo contrarsi del volume del polmone
         ti  insidiosi:  piccolo ingombro, lunga  autonomia e nessuna   che perciò si ripristinava con l'immissione di nuovo ossige-
         emissione di bolle d'aria dal boccaglio. Funzionava a circui-  no dalla bombola, sia in maniera manuale che automatica.
         to chiuso riutilizzando l'aria espirata ed era costituito da una   Al  di sotto dei 10 m, che corrispondono alla pressione
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         sorta di sacco elastico, definito 'polmone', da un filtro inter-  di  l  kg/cm , l'ossigeno diviene tossico per cui l'autorespi-
         no contenente calce sodata e da alcune piccole bombole di   ratore ARO  non  poteva essere  utilizzato  per immersioni
         ossigeno,  raccordate al polmone per mezzo di una valvola.   molto profonde.  Al  suo posto comparve nel1943 , inven-
                                                                 tato  da J acques  Cousteau  ed  Emile  Gagnan  un  autore-
                                                                 spiratore ad  aria, acronimo ARA,  definito pure a circuito
         In alto  e  nella  pagina  a fianco, in  basso:  illustrazioni di Alphonse
                                                                 aperto  che evitava i pericoli  derivanti  dall'ossigeno  sotto
         de  Neuville tratte dall'edizione Hetzel (1870) del romanzo di Giulio
         Verne,  20.000 leghe sotto i marz; relative all'utilizzo dell'apparecchio   pressione. Si differenziava dal precedente per non avere il
         Rouquayrol-Denay- rouze.                                riciclaggio dell'aria, per cui quella inspirata da un bombo-
         Nella pagina a fianco, in  alto: immagine tratta dalla locandina della   la caricata ad alta pressione, una volta erogata non tornava
         trasposizione cinematografica del romanzo, de/1 954.    più al polmone ma veniva rilasciata nell'acqua.
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