Page 60 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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3.5.  Timpani e immersioni pro/onde


                Supponendo vera la notizia, e non si ha ragione eli met-
             terla in dubbio, con una breve indagine risulta che anche in
             un  recente passato qualcosa del genere venne sistematica-
             mente adottato sia dai pescatori di spugne sia, soprattutto,
             da quanti praticavano a vario titolo immersioni profonde.
             La  spiegazione é alquanto  banale:  perforando prelin1inar-
             mente e volutamente i timpani, si evitava la compensazione,
             quando pure conosciuta, e la loro rottura violenta in  pro-
             fondità, con maggiore dolore e rischio. La controindicazio-
             ne stava però nella perdita eli buona parte della sensibilità
             uditiva, sorta di malattia professionale dei sommozzatori.
                Un'incredibile  testimonianza  medica  in  materia  d'im-
             mersioni profonde in apnea e le relative conseguenze sul
             fisico  si  coglie in  una  relazione redatta nel  1913  a bordo
             della corazzata italiana Regina Margherita, quando un gio-
             vane pescatore eli spugne greco scese numerose volte alla
             profondità di 77 m, senza maschera né pinne, per recupe-
             rarne l'ancora e la catena spezzatasi in un tragico inciden-
             te,  costato la vita al comandante. Questa la ricostruzione
             dell'episodio ed il referto medico:


                La voce dell'incidente si è sparsa  e un singolare perso-
                naggio di nome Haggi Stattz; pescatore di spugne di quei
                mari si offre per aiutare i marinai Italiani.  Quest'uomo
                dice di essere in grado  di rzpescare  l'ancora,  incastran-
                do  un  cavo  sulla  catena,  assicura  di aver raggiunto  in
                passato -110 metri e di poter resistere,  a -30 metrz; fino
               a 7 minuti ... Incredibile-' Una volta scandagliato il fon-
                do  ci si accorge che questi scende  rapidamente dai -64
               ai -85  metri.  Gli amici che accompagnano  il pescatore
                sono convinti che ce la farà. La tecnira usata da Statti è
               per quei tempi ingegnosa e molto simile a quella usata
               per il raggiungimento dei record attuali: prima dell'im-
                mersione Haggi si terge la  bocca  e le cavità nasali con
               acqua salata ed effettua una zperventilazione. Si immerge
               portando con se una pietra di ardesia,  piatta e squadrata,
               del peso di 14,5 Kg., legata ad una cimetta che viene filata
               da  due  assistenti in  barca.  Il sommozzatore ha  il polso
               sinistro collegato con una sagola alla pietra e con una ri-
               dancia entro cui la cima scorre libera. Scendendo,  tiene la
               pietra stretta fra  le  man~ come un  timone di direzione,
                l'adagia  sul fondo  per poter lavorare  e avere comunque
                un punto di rz/erz.mento  e di ancoraggio; per risalire,  dà
                uno strattone e si assicura alla pietra che gli amicz;  dalla



             A fianco:  la  corazzata italiana Regina Margherita.




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