Page 65 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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PARTE QUARTA
VASI DA IMMERSIONE
4.1. Tecniche d'immersione non in apnea L'origine della prassi risale verosimilmente agli albori
della Storia e si pone senza dubbio tra le premesse dell'in-
Circa le modalità d'immersione non in apnea che, come venzione dell'aeratore, che consente a un uomo immerso
delineato, consentiva abitualmente discese profonde in- di potere continuare a respirare, e in epoca più recente,
torno alla ventina di metri, rarissimamente spinte oltre dello snorkel per i motori termici di un sommergibile o di
la quarantina, se ne individuano quattro così rubricate in un fuoristrada, grazie al quale questi continuano a gira-
base alle profondità: re sott'acqua. Idea concepita e realizzata originariamente
dal capitano del Genio Navale Pericle Ferretti nel1925 e
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l": fino a -l m con respirazione dell'aria esterna prele- applicata sul sommergibile italiano H3. L'aeratore, tutta-
vata tramite aeratore (snorkel) via, non bilanciando la pressione idrica, non consente di
2": fino a -2 m con respirazione dell'aria compressa scendere oltre un metro e mezzo al massimo, per cui tor-
contenuta in un otre na utile solo per una migliore visione nelle acque limpide.
3": fino a -5 m con respirazione dell'aria compressa
contenuta in un vaso di bronzo
4": fino a -20 m con respirazione dell'aria compressa 2 Cfr. G. GALUPPTNI (a cura di), Lo Schnorchel ztaliano, USSMM,
contenuta in una campana Roma 1986.
Queste le loro ulteriori connotazioni: Nella pagina a fianco: sommergibile che naviga utilizzando Lo snorkel.
Sotto: Benito Mussolini visita il sommergibile "HJ" sul quale è in
sperimentazione Lo snorkel di Pericle Ferretti.
l" - Celarsi sotto la superficie dei fiumi, respirando attra-
verso una cannuccia, era prassi corrente nell'antichità, ampia-
mente utilizzata pure nel Medioevo dalle popolazione del nord
Europa e ancora adottata nel Secondo conflitto mondiale dai
soldati sovietici. Così é descritta nella Strategikon di Maurizio:
Quando si trovano nelle loro terre e vengono colti da un
attacco a sorpresa, si immergono nel fondo di un corso
d'acqua tenendo in bocca delle lunghe canne vuote alloro
interno appositamente preparate, mantenendo/e sulla su-
perficie dell'acqua; rimanendo sdraiati con la schiena sul
fondo, respirano attraverso di esse e resistono per molte
ore, senza che nessuno sospetti dove si trovino. 1
1
La citazione è tratta da E. N. LuTIWAK, La grande strategia dell'im-
pero bizantino, Bergamo, 2009, p. 339.

