Page 69 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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e non con l'estremità del tubo.  Insomma,  per il motivo   greco antico, definiva la grossa pentola che noi chiamiamo
              che si é detto,  l'acqua non entra nella clessidra,  ed esce   caldaia: era generalmente di bronzo, o di lamiera martel-
              quando il tubo viene aperto, perché l'aria che vi si trova   lata di rame, e si usava per riscaldare l'acqua, per conser-
              movendosi verticalmente fa  muovere l'acqua della cles-  varla, per le abluzioni rituali dei sacrifici, delle nozze e dei
              sidra. Spinta in basso e tendendo essa stessa a scendere,   funerali.  Ma costituiva anche un ambito premio, come le
              l'acqua fuoriesce,  com'é naturale, forzando  l'aria che é   attuali coppe, per i vincitori di giochi atletici.  Omero ne
              fuori della  clessidra,  aria  che é messa in  movimento,  e   dà  al  riguardo  ampia conferma !asciandone supporre un
              che ha una potenza uguale a quella dell'aria che la spin-  rilevante valore economico -e in alcuni casi anche artistico,
              ge,  ma esercita una pressione minore, perché l'aria della   ma nei modelli più semplici delle epoche posteriore tornò
              clessidra  passa  attraverso  il tubo  stretto  con  maggiore   ad  essere una rozza caldaia di metallo.  Questa, infilando-
              velocità e forza,  per poi piombare sull'acqua.       vi  all'interno  il  capo,  permetteva con  un  minimo  di pra-
              La causa per cui l'acqua  non scorre se il tubo é chiuso,   tica  di  potere rimanere qualche istante in  più sott' acqua
              é che l'acqua entra nella clessidra e ne spinge via l'aria   e,  soprattutto, di vedere con discreta chiarezza il fondale
              con forza,  come dimostrano il soffio che si produce nella   restando con gli  occhi all'asciutto,  attraverso la  sua larga
              clessidra e il gorgoglio.  Quando entra l'acqua,  la spinge   bocca. Elementare il suo criterio informatore: immergen-
              con forza  e va  a finire anch'essa  nel tubo: come /anno   dosi,  l'aria  al  suo interno viene  gradatamente compressa
              i pzzi di legno o di bronzo inseriti con /orte pressione   dall'acqua esterna fino a raggiungere la sua stessa pressio-
              nella fessura,  l'acqua rimane nel tubo stabilmente senza   ne,  consentendo pertanto al  sommozzatore di  inspirarla,
              che nulla ve la trattenga, fino a che non intervenga una   come già dall'otre, senza alcuno sforzo fino all'esaurimen-
              spinta  dalla  parte contraria,  come quando si spingono   to dell'ossigeno interno!
              via i cavicchi spezzati nel legno.  Questo é ciò che accade   L'idea del/ebete da immersione fu, probabilmente, sug-
              quando il tubo é aperto, per le ragioni dette.        gerita da uno strano aracnide, l'argyroneta aquatico, l'unico
              Forse é questo, dunque,  zl motivo per cui é naturale che l'ac-  ragno  che  risiede  abitualmente sotto l'acqua.  Sopravvive
              qua non scorra via, oppure perché l'aria esce con violenza e si   per una bolla d'aria che si porta appresso o, quando questa
              trasforma in soffio? Il rumore dimostra  che l'acqua é n'suc-  sia  molto  più  grande,  riempita  con apporti progressivi  e
              chiata in alto a causa del soffio, come accade spesso. Rzsucchia-  fissata a piante subacquee, da cui attinge di tanto in tanto
              ta e diventata un tutto continuo,  l'acqua nmane ferma sotto   come da  un  serbatoio.  Ovviamente mentre il  ragno  non
              la pressione dell'aria, fino a che non sia di nuovo spinta via   è molto più grande della bolla d'aria e la  quantità che ne
              da essa: zl pn'mo strato nmane /ermo,  e zl resto vi é attaccato   utilizza per la respirazione è minima, nel caso dell'uomo la
              formando una massa continua.  È logico che sia cosz:  perché   situazione si  conferma nettamente diversa. Del fenomeno
              una stessa cosa può rimuovere un'altra dal posto che normal-  si interessò anche Erone che ne fornì la seguente spiega-
              mente occupa, o trattenervela, come nel posto in questione, e   zione,  esponendola  nella  premessa  del  suo  trattato  sulla
              per un tempo lungo, se ciò che tiene e ciò che é tenuto hanno
              la stessa /onJJ,  oppure se ciò che trattiene ha più /onJJ come
              nel nostro caso: zl soffio d'aria é più forte e potente dell'acqua.  4



            4.3.  Il vaso da immersione

              In  precedenza si  é accennato  al  cosiddetto !ebete,  che
            per il  ruolo  svolto  nella  evoluzione  delle  tecniche  d'im-
            mersione merita un più puntuale ragguaglio. n termine, in



            4   Da ARISTOTELE, Problemata,  XVI, 8.

            Nella pagina a fianco:  una antica clessidra egiziana con,  ben visibile
            in basso, il /oro per la lenta uscita dell'acqua.
            A fianco: l'argyroneta acquatica e la sua bolla d'aria saldamente fissa-
            ta alla vegetazione subacquea.




                                                                                         PAR I!.  QUARTA- \ '.'l'd  I>A  L"i ~ll·l\SI L>NL   6 7
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